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Ogm, primo sì alla coltivazione in campo |
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La Conferenza Stato-Regioni ha firmato i protocolli di sperimentazione |
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ROMA (18 novembre 2008) - Via libera in Italia alla coltivazione di Ogm in campo aperto. La Conferenza Stato-Regioni, all’unanimità, ha dato un primo sì alla sperimentazione. Lo sblocco ha coinvolto i protocolli tecnici contenuti in un decreto del ministro delle Politiche agricole. Il provvedimento riguarda colture ortofrutticole strategiche per il nostro Paese, tra cui vite, ulivo, fragole, ciliegie, pomodori e kiwi. A firmare i protocolli di sperimentazione, tutte le Regioni, inclusa la Toscana, capofila delle Regioni Ogm-free, e la Puglia, capofila per l’agricoltura in seno alla conferenza Stato-Regioni. Tuttavia, non sono mancate le proteste. Legambiente ha, infatti, richiesto la sospensione dei protocolli e in una nota ha |
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affermato che «l’approvazione dei nove protocolli per la sperimentazione delle coltivazioni Ogm in campo aperto dimostri con quanta leggerezza sia stato affrontato un tema delicato e complesso come quello della contaminazione e distruzione di pregiate e famose colture tipiche italiane». Pronta la replica del ministero alle politiche agricole. «Si tratta di protocolli di sperimentazioni varati sotto il precedente esecutivo. Tutte le Regioni, nessuna esclusa, hanno detto sì al provvedimento, perché sono state introdotte importanti restrizioni. Del resto – continua il Mipaaf – la sperimentazione non può essere bloccata. Esiste, infatti, un rapporto Inran che dice che sugli Ogm non sappiamo nulla». Anche l’attuale ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha approvato i protocolli con una nota del 25 agosto scorso. |
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