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Clima, l’Africa può favorire la riduzione dei gas serra

 

La Fao: «La cosa che conta maggiormente è il “ciclo del carbonio”»

 
   

ROMA (25 novembre 2008) - Sebbene l’Africa contribuisca in misura rilevante alle emissioni globali di gas serra (Ghg, global greenhouse gas) generato da fonti diverse dai combustibili fossili, essa potrebbe assorbire dall’atmosfera più carbonio di quanto non ne rilasci. Ricerche condotte da CarboAfrica sugli incendi nel Kruger Park in Sud Africa, sui flussi di diossido di carbonio nelle foreste pluviali del Ghana e sui modelli meteorologici in Sudan, indicano che l’Africa, mentre pesa in modo esiguo sulle emissioni globali di gas serra generate da combustibili fossili, meno del 4% sul totale mondiale, contribuisce invece in misura sostanziale a quelle di gas serra proveniente da fonti naturali. Nel continente africano deforestazioni ed

Gas Serra
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incendi contribuiscono rispettivamente al 17% e al 40% delle emissioni globali totali, oltre ad influenzare notevolmente le variazioni stagionali ed annuali di anidride carbonica nell’atmosfera (contando per circa il 50% di esse).

La parola alla scienza «Questi primi risultati dimostrano che l’Africa svolge un ruolo chiave nel sistema climatico globale» afferma Riccardo Valentini dell’Università della Tuscia (Italia), coordinatore di CarboAfrica, progetto iniziato nel 2006 grazie al fondo di 2,8 milioni di euro stanziato dal dipartimento per la Ricerca della Commissione europea. Ma ciò che più conta, sottolinea Valentini, «è l’equilibrio tra il carbonio catturato tramite fotosintesi dall’enorme superficie di foreste e savane africane, e quello rilasciato nell’atmosfera a seguito di deforestazioni, incendi e degrado forestale, ovvero il cosiddetto “ciclo del carbonio” africano». I dati raccolti finora  dicono che l’Africa è in verità un serbatoio di carbonio, ovvero che essa assorbe dall’atmosfera più carbonio di quanto non ne rilasci. «Se confermati – conclude Valentini –, questi risultati implicherebbero che l’Africa contribuisce alla riduzione dell’effetto serra, e dunque alla mitigazione delle conseguenze del cambiamento climatico».

Fao Secondo Maria Helena Semedo, rappresentante dell’ufficio regionale della Fao per l’Africa, «dovremmo riuscire ad insegnare ai contadini africani come gestire le loro terre e le loro foreste in modo tale che il ciclo del carbonio in Africa diventi un nostro alleato nella lotta contro il cambiamento climatico». Semedo sottolinea come tramite una gestione appropriata del suolo, quale quella praticata dall’agricoltura conservativa, le emissioni di gas serra prodotte dall’agricoltura possano essere ridotte, contribuendo al tempo stesso ad aumentare la produttività e addirittura a rafforzare l’agricoltura contro i pericoli del cambiamento climatico.
 

 

 
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