Home Informazione Eventi & Sagre Multimedia Scaffale  
   

Caro vita, prezzi ancora in aumento

 

Coldiretti: «Le famiglie italiane spendono 466 euro al mese»

 
   

ROMA (5 novembre 2008) - La spesa alimentare pesa sempre di più sui bilanci delle famiglie ed è seconda solo ai costi per l’abitazione. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sulla spesa alimentare degli italiani, svolta sulla base dei dati Istat sull’inflazione. «La spesa alimentare – sottolinea la Coldiretti – assorbe il 19% di quella mensile totale delle famiglie, per un valore di 466 euro al mese, destinati nell’ordine principalmente all’acquisto di carne per 107 euro, di frutta e ortaggi per 84 euro, di pane e pasta per 79 euro e di latte, uova e formaggi per 62 euro, pesce per 42 euro, zucchero, dolci e caffè per 32 euro, bevande per 42 euro e 18 euro per oli e grassi». «Tali dati – ammette l’organizzazione agricola –

Caro vita
.
 
 
 
 
 
 
 

mettono in evidenza come l’aumento dei prezzi alimentari incida sopratutto sugli anziani e sulle famiglie numerose con tre o più figli, che destinano parti elevate del proprio reddito all’acquisto di cibi e bevande, con una percentuale di ben il 21% della spesa complessiva alimentare».

Cambia il menù degli italiani «Se nel 2008 sono complessivamente rimaste stagnanti le quantità acquistate – aggiunge la Coldiretti –, si sono verificate variazioni nella composizione della spesa con più pollo e meno bistecche». A ridursi, secondo i dati Ismea Ac Nielsen, relativi al primo semestre sono stati i consumi di pane (- 2,5%), carne bovina (- 3%), frutta (- 2,6%) e ortaggi (- 0,8%), mentre tornano a salire quelli di pasta (+1,4%), latte e derivati (+1,4%) e fa segnare un vero boom la carne di pollo (+ 6,%).

Il punto «La crisi economica – sostiene la Coldiretti – sta provocando una polarizzazione nei consumi alimentari. Gli effetti della crisi finanziaria non si fanno tuttavia sentire sui prodotti di elevata qualità e, infatti, cresce dell’8% la percentuale dei cittadini che acquista regolarmente prodotti a denominazione di origine (sono il 28%) e, al contempo, aumenta del 23% quella dei consumatori di cibi biologici, i quali però interessano una fetta più ridotta della popolazione (il 16%)». «Un’attenzione – continua la Coldiretti – che trova riscontro nei primati del made in Italy a tavola, per quanto concerne qualità e sicurezza alimentare». Non a caso Coldiretti ha anche rilevato come la quasi totalità degli intervistati, consideri necessario indicare in etichetta il luogo di origine della componente agricola contenuta negli alimenti, per colmare una lacuna ancora presente nella legislazione comunitaria e nazionale. «Tuttavia – conclude la Coldiretti – molto resta ancora da fare e l’etichetta resta ancora anonima per la carne di maiale, coniglio e agnello, per la pasta, le conserve vegetali come il pomodoro proveniente dalla Cina e i succhi di frutta, ma anche per i formaggi non a denominazione di origine».

 

 

 
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
Regione Siciliana