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Ue, nuova apertura per il “no” agli Ogm

 

Francia e Italia hanno ottenuto un nuovo confronto di riflessione sul biotech

 
   

BRUXELLES (11 marzo 2008) - Il presidente francese Nicola Sarkozy lo aveva preannunciato: ora la Francia, sostenuta anche dall’Italia, ha ottenuto l’apertura di un ampio dibattito per il no agli Ogm, previsto il 5 giugno, al Consiglio dei ministri dell’Ambiente europei. La Francia affronterà, con il tema “Ogm, piste di riflessione”, tutti le questioni più contrastate in materia di biotech. Il primo obiettivo dei ministri sarà di mettere a punto un calendario di discussioni per i prossimi mesi. Anche la Commissione europea intende fare la sua parte e gli uffici del commissario all’Ambiente, Stavros Dimas, stanno elaborando un testo che vuole essere un contributo costruttivo alle discussioni. Il confronto ministeriale è stato

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chiesto a più voci per permettere all’Europa di uscire dall’impasse in cui si trova da mesi, a cui si aggiunge la “spada di Damocle” delle sanzioni che potrebbero scattare alla Wto per i ritardi accumulati dall’Ue nell’applicazione della sua legislazione sui prodotti transgenici. Di fatto, nel processo decisionale sugli Ogm, gli stati membri si auto-esonerano dal decidere: “spaccati” in schieramenti opposti, le loro posizioni si neutralizzano al momento del voto lasciando libera la Commissione europea di varare quanto lei stessa ha proposto. Tuttavia, in materia di biotech anche l’esecutivo Ue è bloccato al suo interno da quanto il commissario Dimas ha proposto di rifiutare la richiesta di coltivazione di due mais transgenici: il Bt11 della multinazionale Syngenta e il 1507 della società Pioneer, nonostante l’Efsa (L’Agenzia europea per la sicurezza alimentare) avesse dato per entrambi parere favorevole. Negli uffici del commissario all’ambiente è sempre fermo anche il dossier sulla coltivazione della superpatata Amflora della multinazionale Basf. Parigi ha già indicato quattro piste di riflessione sugli Ogm. Vanno da un approfondimento sulle valutazioni dei prodotti a livello europeo alla trasparenza dei procedimenti d’indagine; dall’estensione della base di valutazione dei rischi sanitari e ambientali a fattori legati all’impatto agronomico e ai diversi modi di produzione; dalla fissazione di soglie di etichettatura per le sementi Ogm ad un confronto più stretto dei criteri di valutazione degli Ogm con quelli per i prodotti fitosanitari.
Grazie all’apertura dell’Ue alla Francia, anche l’Italia ottiene la sua vittoria. «L’apertura di un ampio dibattito sugli Ogm al Consiglio dei ministri Ue – si legge in una nota del ministero dell’Amiente – rappresenta una vittoria anche per l’Italia e premia l’intenso lavoro degli ultimi mesi per avviare la fase di modifica del processo di autorizzazione di prodotti biotech». «Solo una profonda riforma dei meccanismi di autorizzazione per gli organismi geneticamente modificati potrà fornire le garanzie necessarie ed affermare con forza il principio di precauzione nei confronti degli Ogm – conclude la nota ministeriale–. Si tratta di una vera e propria priorità europea indispensabile sia per tutelare la salute dei cittadini che per salvaguardare l’agricoltura biologica e convenzionale di qualità».

 

 

 
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