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Economia, diminuiscono le imprese agricole in rosa

 

È il risultato di un’indagine di Unioncamere sulle aziende al femminile

 
   

ROMA (3 marzo 2008) – La terra non attira le donne. È questo il primo commento che sorge spontaneo osservando i dati diffusi dall’Osservatorio dell’imprenditoria femminile 2007, l’indagine semestrale realizzata da Unioncamere sulla base dei dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio. Infatti, secondo l’indagine pur rimanendo consistente (quasi 260 mila imprese, più del 20% del totale delle imprese femminili), si va lentamente riducendo la quota di imprese rosa in agricoltura (-2,3% nei dodici mesi del 2007).  Nel complesso, invece, le donne imprenditrici sono oltre 1,2 milioni, costituiscono il 24,02% del totale delle imprese e sono più diffuse al Centro-Sud. La presenza femminile

Impresa
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cresce un po’ in tutti i settori, quindi, non solo nelle attività più tradizionalmente esercitate dalle donne, come il commercio, la cura della persona e l’istruzione, ma anche e in modo crescente nei servizi: dai servizi alle imprese (intermediazione immobiliare, informatica, ricerca: +4,5% nell’anno), alla ristorazione e all’accoglienza (+1,9%), senza trascurare attività più ‘maschili’ come le costruzioni (+7,5%) o i trasporti (+1,8%).
Intanto “l’altra metà della terra” scende in piazza. E lo farà il prossimo 8 marzo, giornata della Festa della donna in decine di città, su iniziativa dell’associazione Donne in campo della Cia-Confederazione italiana agricoltori. «Le donne del settore – si legge in un comunicato – riaffermano così la centralità imprenditoriale che è il perno sul quale ruota lo sviluppo agricolo, il fattore umano come valore economico da incrementare perché la competitività non è garantita dalla struttura aziendale, ma dalla capacità di organizzarla e gestirla». «Di fronte ad uno stato attuale di continua perdita di risorse umane nel mondo agricolo, di un invecchiamento evidente e preoccupante e con un ricambio generazionale insufficiente, la scelta di un numero importante di donne di gestire e costruire imprese agricole – afferma Donne in Campo – va considerato nelle sue potenzialità innovative. Sottovalutarlo e non sostenerlo con adeguati provvedimenti legislativi e culturali comporterebbe notevoli costi sociali ed economici». La mobilitazione delle agricoltrici per «rivendicare sicurezza alimentare, equilibrio territoriale, conservazione del paesaggio e dell'ambiente, creatività ed innovazione, difesa delle tradizioni e delle culture locali» è prevista a Roma (Piazza S. Maria in Trastevere), a Milano (Via Mercati-Duomo), a Venezia (Piazza Ferretto-Mestre), a Firenze (Piazza Croce), a Brescia (Piazza San Domenico), da Parma a Trento, a Mantova, a Catanzaro, a Ravenna, da Cosenza a Siracusa a Osnago (Lecco).

 

 

 
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