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Grippaldi: «Valorizzare l’agroalimentare siciliano fra il brand e il trend»

 
   

(7 marzo 2008) - La crescita sui mercati dell’agroalimentare siciliano e la continua nascita di nuovi prodotti che, partendo dalle produzioni tipiche, tentano di farsi spazio in mercati più ampi, ci pongono davanti ad alcuni interrogativi. I consumatori conoscono le reali proprietà e la reale qualità delle produzioni made in Sicily? Sanno distinguere, e dunque valorizzare, un prodotto genuino? A una prima analisi si potrebbe ritenere che, specie all’estero, ma più recentemente anche in Italia, l’agroalimentare siciliano abbia progressivamente acquisito presso i consumatori un riconoscimento del suo valore qualitativo. Ma è la reale affermazione di un brand? È anche una tendenza che potrebbe evolvere in una piena affermazione dei

Nino Grippaldi
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prodotti siciliani per le loro peculiari caratteristiche di genuinità? Rispondere è certamente utile per organizzare un sistema agroalimentare che diventi reale traino dell’economia regionale. Il nostro sforzo di imprenditori del settore deve concentrarsi sullo sviluppo di leve adatte a stimolare la curiosità dei consumatori e a veicolare informazioni su ciò che rende i prodotti made in Sicily realmente diversi dal resto dell’offerta agroalimentare. Confindustria Sicilia e alcune tra le più avvedute istituzioni regionali, come l’assessorato Risorse Agricole e Alimentari, stanno immaginando un sistema di promozione e comunicazione che divulghi le specificità dei prodotti della nostra terra e della nostra tradizione, favorendo così le capacità comunicative delle singole imprese e dei singoli comparti, che da soli non avrebbero sufficienti spazi  di investimento in politiche di marketing pubblicitario adeguate alle reali esigenze. Le migliori aziende siciliane sono riuscite solo con ingenti investimenti pubblicitari ad acquisire importanti segmenti di mercato e, specie in Nord America, di mercati particolarmente esigenti che hanno reso alcuni prodotti dei veri e propri strumenti di tendenza volti a soddisfare il piacere dei palati e delle curiosità più esigenti. Ma la maggior parte delle circa novemila aziende alimentari siciliane sono piccole e medie imprese che con enormi sforzi hanno preservato la genuinità di produzioni quasi sempre ispirate e che, come spesso accade nel sistema imprenditoriale meridionale, sanno vendere molto poco quello che sanno fare molto bene. È qui che istituzioni e categorie devono intervenire, favorendo una sempre più manageriale gestione commerciale delle aziende, in modo che anche le più piccole possano con successo presentarsi nei mercati. Per questo è necessario mettere a punto una politica commerciale comune, di filiera, di sistema, in grado di competere con sistemi, quali quello spagnolo o francese, che da sempre sanno fare corpo unico sui mercati, nonostante la riconosciuta superiorità qualitativa delle produzioni agroalimentari siciliane.

Nino Grippaldi
Consigliere delegato di Confindustria Sicilia


 

 

 
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