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Consumi, mai così giù negli ultimi tre anni |
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Secondo Confcommercio si spende meno per pane e divertimenti |
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ROMA (10 marzo 2008) - Un dato per tutti: si mangia meno pane. Gli italiani sono, infatti, sempre più in bolletta, schiacciati dai continui rincari si trovano ormai a fare i conti anche per acquistare i beni più necessari, a partire da pane e pasta. E la crisi riguarda tutti: dai commercianti che vendono sempre meno, pagano sempre più imposte (+35% tra il 2002 il 2007 secondo Confartigianato) e vedendo erodersi notevolmente il margine di guadagno, ai consumatori che, allarmati, attraverso i loro rappresentanti, chiedono una drastica riduzione dei prezzi (il 20-30%). E se non si consuma, non si produce e questo non ha certo un buon effetto sull’andamento dell’economia tanto che, anche a causa della contrazione della |
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| domanda interna, si va verso una drastica riduzione delle stime di crescita per quest’anno (0,5-0,7% secondo ipotesi più recenti). Il quadro non lascia spazio a nessun ottimismo anche perché nessuna delle voci prese in esame dalle diverse analisi economiche segna incrementi di rilievo: si parte dal dato generale diffuso da Confcommercio che ha registrato una contrazione a gennaio dell’1,1%. È il peggior calo da tre anni a questa parte e riguarda voci importantissime: calano infatti gli alimentari (-2,5% in quantità), la mobilità (-4,4%) e beni e servizi ricreativi (-5,5%). Insomma, si riduce la spesa al supermercato, si prende l’auto il meno possibile e se prima si andava al cinema o al teatro adesso si resta in casa ad aspettare tempi migliori. Ma c’è di più: un’analisi più dettagliata fatta dalle organizzazioni agricole (Cia e Coldiretti) mostra infatti un dato allarmante. Intanto si consuma meno, ma si paga di più. E in alcuni casi il prezzo che si paga è quadruplo rispetto alla produzione. Come nel caso del latte che dalla stalla alla tavola aumenta di valore del 281%. Così i rincari, a volte spropositati, hanno già reso un 2007 magro per le tavole degli italiani e hanno fatto anche crescere la spesa alimentare: rispetto al 2006 i consumi domestici sono, infatti, diminuiti, in quantità, dello 0,7%, mentre per mangiare tra le mura di casa si è pagato l’1,2% in più: una cifra pari a poco meno di 50 miliardi di euro. E sono proprio i consumi primari a calare. «Pane e pasta – afferma la Cia – registrano cali, rispettivamente, del 6,3% e del 2,6%. Consistente anche la flessione di frutta (-2,5%), di ortaggi (-4,2%) e di carne bovina (-3,1%). Gli acquisti domestici di carne suina scesi dell’1,1%, prodotti ittici calano dello 0,8% e burro in flessione del 3,6%». L’anno scorso gli italiani hanno anche dovuto bere meno. I consumi di vino sono calati del 4,6%, quelli di spumante del 17,1% e quelli di birra del 4,1%. Chiaramente allarmati dalla situazione i consumatori che lanciano diverse proposte. Il Codacons chiede «una riduzione generale dei prezzi dal 10 a 20%, per ridare respiro ai portafogli degli italiani e sostenere gli acquisti che, di questo passo, scenderanno ulteriormente», mentre Adiconsum chiede a Confcommercio di rivolgere «un appello ai propri associati a non praticare aumenti ingiustificati e a non tenere comportamenti speculativi». Infine, Federconsumatori chiede che i commercianti riducano «drasticamente i prezzi, di almeno il 10-15% e, si ricordino che chi è causa del suo mal pianga se stesso». |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||