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La Cina scopre il cioccolato italiano

 

Chiesta la collaborazione di Eurochocolate per Candy 2008

 
   

PERUGIA (4 marzo 2008) - I cinesi cominciano ad apprezzare il cioccolato e hanno chiesto la collaborazione di Eurochocolate, la manifestazione che si svolge ogni anno a Perugia, per educare i consumatori cinesi e avviare produzioni di qualità nel grande Paese asiatico. Nei giorni scorsi è arrivata in Italia una delegazione della più grande food corporation cinese, la Guangming Food Group Co. di Shanghai, guidata dall’ amministratore delegato, Wang Zhong Nan, e da Wen Mao, presidente della China National Candy Association, che organizza, ogni anno, “Candy China”, la più grande fiera del dolciario in Estremo Oriente, alla quale Eurochocolate aveva già preso parte nell’agosto del 2007. La delegazione

Cioccolato
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cinese, accompagnata da Rosanna Milone, responsabile relazioni internazionali di Eurochocolate, ha visitato due note aziende italiane del settore cioccolatiero: la Icam di Lecco e la Novi-Elah Dufour di Novi. La prima con le 9.000 tonnellate di fave di cacao importate e macinate ogni anno e le oltre 12.000 tonnellate di prodotti finiti, è leader nella trasformazione delle fave in polveri e burro di cacao per l’industria dolciaria. Novi è invece leader in Italia per la produzione di tavolette di cioccolato. Il mercato cinese ha cominciato ad apprezzare il cioccolato di qualità, soprattutto quello fondente, che, però, attualmente ha costi troppo elevati per il consumatore medio. In Cina, al momento, si possono individuare tre tipi di cioccolato: quello importato, di alta qualità e acquistato da una fascia alta di consumatori; quello prodotto in loco da joint venture con le multinazionali, di fascia media ma reso accattivante da una forte promozione commerciale; infine, quello locale, prodotto da aziende cinesi, di qualità bassa e con prezzi economici, poco competitivo sullo stesso mercato cinese. «L’intenzione della Guangming Food Group Co. è dunque – si legge in un comunicato – quella di avviare in loco la produzione di un cioccolato diverso, prodotto in Cina da aziende cinesi ma di qualità elevata, da commercializzare esclusivamente sul mercato locale. Un mercato che sta conoscendo un rapido e regolare sviluppo, ma in cui il consumo resta ancora basso rispetto alla media occidentale (70 grammi pro-capite contro i circa 12 chili dell’Occidente)». Per farlo, però, ha bisogno dell’aiuto italiano sia in termini tecnici che commerciali. Con tale obbiettivo, per il secondo anno consecutivo, Eurochocolate parteciperà a Candy China 2008, a Shanghai dal 21 al 23 novembre prossimo, con uno spazio espositivo molto più ampio e ricco dello scorso anno. «Sono anni che Eurochocolate cerca di far conoscere il cioccolato italiano in Cina – afferma il presidente, Eugenio Guarducci – prima con la missione a Pechino nel 2004, quindi l’agosto scorso con la presenza a Candy China. Si deve proprio a quella partecipazione se oggi ad Eurochocolate è richiesto di educare i consumatori cinesi al buon cioccolato. Per noi – prosegue Guarducci – si tratta di un impegno importante sul mercato mondiale, ma anche di una grande soddisfazione perché é l’ulteriore conferma che Eurochocolate è divenuta, in questi quindici anni, uno strumento di promozione della tradizione cioccolatiera italiana in tutto il mondo».

 

 

 
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