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Caro-vita, oggi tutti attorno a un tavolo romano

 

Intanto in Sicilia Codacons invita il Garante per un accordo con i panificatori

 
   

ROMA (13 marzo 2008) - Continua la corsa degli alimentari. Secondo dati Istat a febbraio il pane costa il 12,5% in più rispetto a un anno prima (contro il +12,3% del mese precedente), mentre la pasta segna un aumento del 14 per cento (+10% a gennaio). Latte, formaggi e uova aumentano del 7,2 per cento (il latte da solo aumenta del 9,7 per cento). La carne aumenta del 3,7% (rincaro più elevato per il pollame, che segna +5,9%, anche se in diminuzione rispetto al +6,7% di gennaio). La frutta aumenta del 5,1% (+4,8% la crescita a gennaio). La corsa dei prezzi per i beni di prima necessità preoccupa il Garante per la sorveglianza dei prezzi, Antonio Lirosi, che ha convocato per oggi pomeriggio un tavolo di confronto

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sull’andamento dei prezzi al consumo del pane. All’incontro, che si svolgerà al ministero dello Sviluppo economico, parteciperanno anche rappresentanti del ministero delle Politiche agricole, Unioncamere, industria, artigianato e commercio del settore della panificazione.
Il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi ha annunciato che sarà avviata «una class action contro il caro pane se non ci saranno interventi da parte del Governo» ed ha invitato in Sicilia Mister Prezzi, Antonio Lirosi «per trovare con i panificatori un accordo sugli sconti da applicare simile a quello raggiunto a Padova». Tanasi indica come unica via da seguire «quella di un ribasso generalizzato dei prezzi del pane, bene primario che non può certo mancare sulle tavole delle famiglie siciliane». «Nel caso in cui i prezzi dovessero continuare su questa scia al rialzo – conclude il segretario nazionale del Codacons – si arriverà ad un pericoloso calo dei consumi, da parte delle famiglie, che determinerà un danno economico anche per gli operatori del settore».
Anche la Cia (Confederazione nazionale agricoltori) fornisce la propria “ricetta” contro il caro-prezzi che consiste nel «promuovere azioni e strumenti per favorire la corretta informazione ai consumatori, con l’indicazione in etichetta del doppio prezzo, all’origine e al consumo, per i prodotti particolarmente sensibili; contribuire alla trasparenza dei processi di formazione dei prezzi dei prodotti alimentari con l’istituzione di Osservatori regionali dei prezzi; sostenere l’attività di segnalazione svolta dal Garante; rapporti più stretti e organici nella filiera agroalimentare». «E – si legge in una nota della Cia – proprio la frenetica corsa dei prodotti alimentari (quasi il 5 per cento rispetto a febbraio 2007) pone sempre più la necessità di apportare un sostanziale riequilibrio al mercato, riducendo, in particolare, la forbice, oggi molto elevata, tra i prezzi praticati sul campo e quelli al consumo».

 

 

 
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