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Anche l’agroalimentare vittima eccellente dell’Asia |
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India e Cina minacciano pesantemente i mercati europei |
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ROMA (21 marzo 2008) - La crescita economica di India e Cina, favorita tra l’altro da costi del lavoro irrisori, sta avendo conseguenze pesantemente negative sui mercati europei. In particolare l’agroalimentare si trova a dover fronteggiare da un lato l’aumento vertiginoso dei prezzi di materie prime come i cereali e dall’altro quello dei costi delle fonti energetiche, alimentati a livello mondiale proprio dai due nuovi giganti. Una dinamica che, accompagnata dall’esasperato apprezzamento dell’euro, si ripercuote sulla capacità di concorrenza, sull’export e sui margini di guadagno delle imprese, quindi di tutto il sistema agroalimentare europeo e soprattutto italiano. Questo il pensiero di Silvio Berlusconi che ha parlato ai |
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| dirigenti della Confederazione delle cooperative italiane (Confcooperative). Infine, nel rivolgersi direttamente al presidente di Confcooperative, Luigi Marino, il candidato premier del Pdl ha sottolineato quanto «il mondo cooperativo autentico interpreti l’economia sociale di mercato». L’intervento di Silvio Berlusconi è stato introdotto dallo stesso presidente Marino che ha sottolineato il ruolo della cooperazione italiana nelle politiche di sviluppo dell’Italia, sia in termini d’incidenza sul Pil, sia in termini di occupazione con oltre un milione di persone impiegate. «Un momento di confronto – ha proseguito Marino – che nasce per dissolvere l’immagine della cooperazione, favorita fiscalmente o vicina a questa o quella parte politica». Il presidente di Confcooperative ha definito “un falso mito” quello delle agevolazioni fiscali: «Basti pensare che se, per assurdo, fosse azzerata la specificità fiscale (riconosciuta dal diritto societario approvata nel 2004) sulla totalità delle 82 mila imprese
cooperative italiane si recupererebbe un gettito compreso tra 350 e 420 milioni di euro. Cifra talmente irrisoria, questa, che stronca sul nascere i discorsi di fantomatici tesori recuperabili da una diversa imposizione fiscale sulle coop». Mentre, secondo Marino, «sarebbe più sano recuperare risorse dai mille sprechi della Pa che è arrivata a incidere per oltre il 50% sul Pil, dalla politica del non fare che costa 14 miliardi di euro o dall’evasione fiscale, tuttora, abnorme». La cooperazione non è un’anomalia italiana: è diffusa in tutto il mondo, ed è tanto più presente laddove i Paesi sono economicamente avanzati. «In diversi grandi Paesi Europei, negli Usa e in Giappone, in settori importanti, le cooperative hanno quote di mercato più grandi che in Italia e sono sostenute da
norme specifiche. Confcooperative – ha concluso il presidente – ribadisce il proprio prezioso apporto della cooperazione anche in Italia». |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||