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Politiche agricole, Luca Zaia è il nuovo ministro |
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Il 40enne titolare del Mipaaf ha dedicato tutta la vita all’agricoltura |
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VENEZIA (21 aprile 2008) – «Il comparto agricolo nazionale è l’ossatura di tutto il sistema, ma occorre difenderlo». Lo ha detto queste le prime parole di Luca Zaia, nuovo ministro per le Politiche agricole, alimentari e forestali. Per Zaia, il comparto va difeso «dagli eccessi dei burocrati europei, da chi non ha ancora compreso che qualità significa garanzia della salute pubblica e del made in Italy, dall’aggressività e dalla concorrenza asimmetrica del mercato globale. L’agricoltura va posta, con forza e con competenza, nell’agenda delle priorità strategiche: questo è ciò che chiedono tutte le componenti del mondo agricolo». «Voglio – ha concluso Zaia in una dichiarazione diffusa a Venezia – che gli agricoltori, le aziende |
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| le associazioni e l’opinione pubblica sappiano che cammineremo insieme e ci sporcheremo le scarpe di terra per rivoltare e migliorare le politiche su questo straordinario patrimonio che ci è stato affidato». La scheda Luca Zaia, 40enne proveniente dalla campagna veneta-trevigiana è il nuovo ministro delle Politiche agricole. Politico rampante, amante delle auto, colto, appassionato di citazioni: una cultura che gli consente di passare d’un tratto dalle discussioni tecniche a quelle umanistiche. Nato a Conegliano, dal padre meccanico ha ereditato non la passione per i motori, ma per i cavalli. Si vanta di non avere auto blu, e da vice presidente della Giunta veneta predilige guidare la propria vettura. È sposato dal 1998 con Raffaella Monti e vive da sempre nel paese nei nonni (contadini) e dei genitori, a Bibano di Godega. Una famiglia all’antica quella di Zaia: la nonna materna ha avuto 11 figli, e ne ha adottati altri sette. Zaia ama dire di sé che non è “un figlio di papa”, e prima della politica ha fatto disparati lavori, dal bracciante agricolo al dipendente di tintorie. Ha iniziato la politica a 25 anni, eletto consigliere comunale a Godega Sant’Urbano nelle file della lega Nord Liga Veneta. Nel 1995 sale di grado, entrando nella giunta provinciale di Treviso come assessore all’agricoltura. Il settore primario è da sempre il suo cavallo di battaglia. Se in Veneto si parla di agricoltura, da 10 anni a questa parte spunta sempre Luca Zaia. Diplomato alla Scuola enologica di Conegliano, Zaia si è poi laureato in scienze della produzione animale; è stato anche dirigente di alcune aziende. La scalata ai vertici della politica la prosegue nel 1988, quando a 31 anni, sempre con la Lega, diventa – il più giovane in Italia – presidente della Provincia di Treviso, con deleghe all’agricoltura e forestazione, agli affari istituzionali, ai rapporti con l’Unione Europea. Nel 2002 è riconfermato alla guida della Provincia della Marca. Dal 2005 a oggi è stato vicepresidente della Regione Veneto, con competenze su agricoltura, zootecnia, turismo, attività promozionali e commercio estero. Tra le varie iniziative, ha dato vita allo Sportello agricolo informativo provinciale e al Consorzio di tutela del radicchio di Treviso e Castelfranco Veneto, si è battuto a favore dell’olivicoltura e della castanicoltura, ha difeso a spada tratta gli allevatori nella vicenda delle multe per le “quote latte”. Si è occupato anche di scuola e formazione, promuovendo il lancio della Scuola enologica di Conegliano e del corso di laurea in Enologia, la prima in Italia. Grande immagazzinatore di dati e numeri, si presenta assai preparato sugli argomenti su cui è chiamato a dibattere. La ribalta mediatica gli piace ed è un abile comunicatore di se stesso. È stato protagonista anche di iniziative chiaccherate, come l’edizione di Miss Italia nel mondo a Jesolo, della quale si è interessata poi la Corte dei Conti, ma anche stravaganti: come gli asini utilizzati in funzione di tosaerba nei viali e nelle rotonde a Treviso, o l’invio dei semi di radicchio trevigiano alla Nasa per spedirli nello spazio. Coldiretti «Felicitazioni vivissime e auguri di buon lavoro nella certezza che il nuovo ministro delle Politiche agricole realizzerà finalmente l’auspicata indispensabile discontinuità che riporti l’agricoltura al centro dell’economia nazionale». È quanto si legge nel telegramma trasmesso dal presidente della Coldiretti, Sergio Marini, al nuovo ministro, Luca Zaia. «La Coldiretti – scrive Marini – esprime fiducia in una nuova visione delle politiche che si esprima attraverso un diverso rapporto tra governo e forze sociali improntato su coerenza, correttezza e trasparenza, con una autentica ed efficace valorizzazione del territorio e delle sue distintività, con il rilancio della qualità delle produzioni agroalimentari made in Italy, con il superamento della debolezza nei negoziati agricoli comunitari, con la promozione delle imprese agricole e con lo sviluppo delle popolazioni delle campagne italiane». Fedagri «Auguro al nuovo ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia, buon lavoro a nome dei nostri cooperatori agricoli». Con queste parole il presidente di Fedagri-Confcooperative, Paolo Bruni, ha salutato la nomina del nuovo titolare del Mipaaf. «Sono fiducioso – prosegue Bruni – che il volto nuovo dell’agricoltura italiana saprà puntare l’attenzione del dicastero su temi cruciali per il settore come l’importanza dei mercati internazionali, la tutela delle produzioni d’eccellenza italiane e la capacità di fare sistema per vincere la sfida della globalizzazione». «Affinché l’agroalimentare italiano possa conquistare nuovi mercati internazionali e consolidare le posizioni già acquisite all’estero – conclude il presidente di Fedagri-Confcooperative – é necessaria la coesione di tutti i protagonisti della filiera, dalla produzione, alla trasformazione, alla commercializzazione. Auspico, dunque, per il nuovo mandato del ministro Zaia, un periodo di sereno confronto tra tutti gli attori del mondo agroalimentare, poiché la coesione sarà elemento distintivo e positivo sui tavoli di confronto a Bruxelles, dai quali passano, ormai, tutte le riforme, le modifiche e le norme che regolano il nostro settore a livello comunitario». Cia «Fatti concreti per ridare slancio e vigore» al sistema imprenditoriale e per porre le opportune Confagricoltura Il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, si congratula con Luca Zaia, indicato come ministro per le Politiche Agricole dal presidente del Consiglio incaricato Silvio Berlusconi. «Confagricoltura – dice Vecchioni – conferma la piena disponibilità ad un lavoro comune nell'interesse dell'agricoltura italiana, anche in vista delle prossime importanti scadenze europee ed internazionali». Agci-Agrital Piena collaborazione per affrontare le sfide dell'agroalimentare. È quanto assicura al neo ministro del Mipaf Luca Zaia, il presidente di Agci Agtital, Giampaolo Buonfiglio, congratulandosi per la sua nomina, con l'augurio di buon lavoro. «Ci auguriamo che il nuovo ministro affronti subito con decisione i problemi strutturali dell'agricoltura e della pesca italiana che impediscono il raggiungimento di un adeguato livello di competitività delle imprese – afferma Buonfiglio – problemi aggravati dalle complicazioni dovute alle riforme di alcune Ocm, in particolare nel vitivinicolo, mentre nel settore del latte e della pesca è vera e propria crisi». Il presidente si augura che il ministro parta rilanciando il metodo della concertazione e consideri la cooperazione un fattore strategico di sviluppo e coesione. Avitalia «Da parte di tutto il settore avicunicolo, faccio le più sincere congratulazioni a Luca Zaia per la nomina a ministro delle Politiche agricole». Così Gaetano De Lauretis, presidente di Avitalia, Unione nazionale associazioni di produttori avicunicoli, in una nota. «Abbiamo già avuto modo di lavorare con Zaia – aggiunge De Lauretis – quando ricopriva l’incarico di assessore all’Agricoltura della Regione Veneto ed ha sempre dimostrato grande competenza e attenzione per il nostro settore. Sono certo che continueremo a lavorare bene insieme per far crescere un comparto che offre lavoro a oltre 180 mila addetti e che produce un fatturato superiore ai 3,9 miliardi di euro». «Nei prossimi anni – conclude il presidente di Avitalia – dovremo lavorare fattivamente, di concerto con il ministro delle Politiche agricole, per far conoscere al consumatore le peculiarità e le qualità del settore e del prodotto avicunicolo italiano. Non bisogna dimenticare che il nostro è l’unico settore zootecnico autosufficiente al 107% e che, proprio per questo, è fondamentale individuare una strategia comune che ci permetta di restare ancora per molto tempo uno dei comparti di punta del settore agro-alimentare italiano». |
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