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Montezemolo ambasciatore del made in Italy? |
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È l’idea per rilanciare l’immagine delle produzioni nostrane |
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ROMA (5 maggio 2008) – Affermare sempre di più i prodotti italiani, mettendo in luce numeri “rampanti” nell’export made in Italy, all’insegna della voglia di riscatto da parte delle imprese. È quanto chiedono unanimi tutti i protagonisti, dalla grande industria, alle Pmi, alle organizzazioni agricole, fino al mondo cooperativo, alla nuova figura di Mister made in Italy, una sorta di ambasciatore dell’Italian style nel mondo, a cui il premier in pectore, Silvio Berlusconi, intende dare corpo e per la quale ha individuato Luca Cordero di Montezemolo. Unanime il consenso del mondo delle imprese al nome del presidente di Fiat e Ferrari che ha manifestato l’intenzione di accogliere l’invito ritenendo che, «continuare a testimoniare nel |
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| mondo le tante eccellenze dell’Italia sia un impegno coerente con le attività» che lui ha «sempre svolto e che continuerà a svolgere». «Ho sempre detto – ha aggiunto Montezemolo – che chi ha ricevuto molto, e io sono tra questi, è giusto che, con senso civico si impegni a dare un contributo al proprio Paese nell’interesse generale». Cia L’idea di creare la figura di una sorta di “ambasciatore del made in Italy”, e affidarne l’incarico a Luca Cordero di Montezemolo piace alla Cia-Confederazione italiana agricoltori. «È importante come strategia di governo – ha detto il presidente Giuseppe Politi – puntare sulla valorizzazione del Confagricoltura Ha il beneplacito di Confagricoltura la proposta di Silvio Berlusconi di affidare a Luca Cordero di Montezemolo il ruolo “Mr. made in Italy”. «Montezemolo ha tutti i requisiti soggettivi – ha detto il presidente dell’organizzazione agricola Federico Vecchioni – per rispondere alle esigenze di rappresentanza del mondo imprenditoriale. Ma una iniziativa di tale portata deve avere una struttura ben definita, senza duplicazioni e con risorse adeguate. Bene la persona e gli obiettivi da cogliere per il rilancio. Tuttavia bisogna capire meglio lo strumento a disposizione». Se, infatti, «non ci sono discussioni sulla persona designata e non credo che ce ne siano sulle risorse», a giudizio di Vecchioni, «va definito come la nuova struttura si integri con Buonitalia, il ministero per il Commercio Estero, l’Ice. Come si incardina in definitiva con l’apparato statale». Soddisfazione viene comunque espressa dal presidente di Confagricoltura per «l’obiettivo istituzionale individuato e per la priorità data alla valorizzazione del made in Italy. Il sistema Paese – conclude Vecchioni –ha necessità di tessere relazioni, priorità che rientra del resto nella riforma a suo tempo varata dal primo governo Berlusconi per creare una rete di efficienze economiche. Sotto questo profilo per il mondo produttivo è importante che vengano bene utilizzati i requisiti che il manager ha saputo dimostrare alla guida di Fiat e Ferrari». Federalimentare Anche il mondo dell’industria agroalimentare «guarda con favore» alla candidatura ad ambasciatore del made in Italy di Luca Cordero di Montezemolo, «la cui grande esperienza – ha sottolineato il direttore generale di Federalimentare Daniele Rossi – è sempre stata bipartisan». Ma l’industria alimentare, ha osservato Rossi, «si aspetta che la nuova funzione abbia adeguate deleghe. Per promuovere in particolare le “four-A”: automotive; arredo e legno; agroalimentare e abbigliamento». Bene, a giudizio di Federalimentare, che «il Commercio estero si allei con il ministero Affari Esteri, e sempre unitamente all’Ice. E in tal senso va apprezzata l’ipotesi Frattini, per dare un peso economico e collegamento funzionale strettissimo alle rappresentanze all’estero». Soddisfazione viene, infine, espressa dal direttore generale di Federalimentare perché «finalmente si distinguono le azioni di sviluppo per la promozione di beni intermedi, come energia e macchinari in Cina e India, dalla promozione dei beni di consumo finale, come quelli agroalimentari, rivolta a Paesi ad alto potere d’acquisto come Stati Uniti, Canada, Russia, America Latina». Fedagri «Una scelta appropriata. Sono certo che Luca Cordero di Montezemolo saprà portare nel mondo il volto migliore dell’Italia che produce». Così il presidente di Fedagri-Confcooperative Paolo Bruni commenta il possibile incarico di Mister made in Italy al presidente uscente di Confindustria nonché presidente di Fiat e Ferrari. «Il Paese ha bisogno – osserva Bruni – di valorizzare le sue tante eccellenze raccontando le nostre esperienze positive nei vari comparti produttivi per qualificare ancora di più e meglio il made in Italy sui mercati internazionali e consolidare posizioni nei mercati acquisiti». «Costruire un’immagine positiva – sottolinea il presidente di Fedagri – rappresentata da un tessuto di produttori, cooperatori e imprenditori che lavorano per un made in Italy di qualità ci costa tempo e fatica. Consolidare la nostra posizione nei mercati acquisiti è una delle strategie da perseguire per far crescere il nostro Paese, non come a volte accade nel settore agroalimentare, quando si pone un ingiustificato accento a fenomeni negativi circoscritti e spesso privi di fondamento che ledono la nostra immagine nel mondo intero». |
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