|
|
|
| Home | Informazione | Eventi & Sagre | Multimedia | Scaffale |
Italia, è scontro sugli Ogm |
|||||||||||
Tra sentenze del Tar e prese di posizione delle Regioni è caos |
|||||||||||
ROMA (28 maggio 2080) – In Italia scoppia lo scontro sugli Ogm. Dopo le aperture dei giorni scorsi da parte del presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, le regioni italiane si schierano contro le coltivazioni geneticamente modificate. A gettare benzina sul fuoco, inoltre, ci pensa il Tar del Lazio che ha dichiarato inammissibile un ricorso contro il “no” alla coltivazione di mais geneticamente modificato da parte di un’azienda agricola friulana iscritta a Futuragra, associazione che dal 2004 si batte per la libertà d’impresa in agricoltura. Nello specifico, il ricorso è stato dichiarato inammissibile per essere stato notificato soltanto al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, e |
![]() |
|
|||||||||
| non anche a una delle Regioni italiane, che devono ritenersi “parti” necessarie del procedimento amministrativo. In particolare, con il ricorso l’azienda friulana iscritta a Futuragra contestava la nota con la quale, nell’aprile 2007, il capo del Dipartimento delle Politiche di sviluppo comunicava all’azienda di non poter procedere all’istruttoria per la richiesta di autorizzazione alla coltivazione, prima che le Regioni avessero adottato norme idonee a garantire la coesistenza tra colture tradizionali, biologiche e transgeniche. Il Tar ha ritenuto che «appare evidente che le Regioni hanno l’interesse a che lo Stato non autorizzi forme di coltivazione di varietà vegetali geneticamente notificate sino all’adozione delle misure regionali di garanzia della coesistenza tra dette varietà e quelle tradizionali», nonché ha evidenziato come «dalla lettura dell’atto impugnato si evinca come esso trovi supporto nell’esigenza di salvaguardare la competenza delle regioni». Quindi, ad avviso dei giudici «la mancata notifica del ricorso ad almeno una Regione, impone la declaratoria d’inammissibilità del proposto gravame». «Sono anni che l’Italia nega un diritto riconosciuto dalle disposizioni comunitarie – commenta il presidente di Futuragra, Duilio Campagnolo –. La violazione del diritto a coltivare liberamente varietà agricole autorizzate in tutto il resto dell’Ue da parte del ministero delle Politiche agricole è palese». Secondo il Tar, la regione Friuli avrebbe interesse a che il ministero non autorizzi la coltivazione di Ogm fino all’adozione da parte della Regione stessa dei piani di coesistenza». Secondo il presidente di Futuragra «lo stesso giudice aveva però affermato l’esatto contrario pochi giorni prima nell’ambito di un giudizio promosso da una multinazionale sementiera», sottolineando come «lo stesso Tar, stessa sezione, abbia espresso valutazioni opposte che, nel caso della multinazionale, appaiono benevolenti, mentre sono punitive e contraddittorie nei confronti dell’imprenditore agricolo italiano». Le Regioni La Toscana, capofila delle regioni Ogm-free, non condivide le recenti affermazioni del presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, sull’esigenza di una maggiore apertura dell’Europa alle coltivazioni Ogm. Questo il filo rosso dell’intervento di Claudio Martini, presidente della Regione Toscana, in occasione della presentazione del manifesto sui cambiamenti climatici e il futuro della sicurezza alimentare al Parlamento europeo. Martini ha sottolineato che gli organismi geneticamente modificati sono un falso rimedio perché «non riducono la dipendenza dal petrolio» e nello stesso tempo «aumentano la vulnerabilità degli ecosistemi e dei sistemi economici locali rendendoli dipendenti dalle reti commerciali globali». Di fronte alla crisi petrolifera e al cambiamento climatico, per Martini, l’obiettivo della produttività non può essere perseguito facendo leva ancora una volta sugli stessi sistemi di produzione e commercio degli alimenti che hanno minato la capacità dei sistemi locali di resistere agli shock e di garantirsi l’autosufficienza. |
|
||||||
| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||