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Maltempo, chiesto stato di calamità in Piemonte

 

La richiesta è stata avanzata dopo i gravi danni subiti dalle coltivazioni

 
   

ROMA (30 maggio 2008) - Attivare subito le procedure necessarie per dichiarare lo stato di calamità per l'agricoltura. È quanto chiesto dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori per i gravi danni subiti dalle coltivazioni (frutteti, frumento, ortaggi e vitigni) in molte parti del Piemonte (cuneese, alessandrino, torinese soprattutto) devastate dalla furia delle acque che hanno provocato allagamenti, smottamenti e frane nelle campagne e nelle zone rurali.  “Pesanti” sono state le conseguenze, avverte la Cia che ha avviato un pronto monitoraggio,  per la frutta e gli ortaggi. Sono andati distrutti molti alberi di pesche, ciliegie, susine e albicocche. Stesso discorso per le coltivazioni orticole a campo aperto: melanzane,

Maltempo
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insalate, peperoni. Distrutti anche diversi terreni coltivati a fragole. Le piogge torrenziali e le esondazioni di Po e Dora hanno allagato molti campi di frumento e il raccolto rischia di andare perso. E pesanti i danni, registra la Cia, per l'agricoltura pedemontana: dalla Valsesia alla Val Susa, dalla Val Pollice al Chisone. Mentre le forti folate di vento hanno devastato serre e attrezzature aziendali.

 

 

 
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