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Fao, i prezzi delle derrate alimentari resteranno alti

 

L’emergenza cibo sarà il tema del summit romano dal 3 al 5 giugno

 
   

ROMA (22 maggio 2008) - I prezzi delle materie prime alimentari continueranno a segnare rialzi riflettendosi su un ulteriore peggioramento dell’ emergenza cibo. A meno di due settimane dall’apertura del vertice sull’emergenza alimentare e sui cambiamenti climatici, il vice direttore generale della Fao, Hafez Ghanem anticipa il quadro che si troveranno a dover affrontare trenta capi di Stato e di Governo, dal 3 al 5 giugno a Roma, chiamati ad elaborare strategie di intervento a breve e lungo periodo. «Il cibo non è a buon mercato come un tempo – sottolineano alla Fao –, l’aumento dei prezzi alimentari è destinato ad esacerbare il già inaccettabile livello di emergenza alimentare con cui devono fare i conti 854 milioni di persone e c’é il

Emergenza cibo
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rischio che il numero di coloro che soffrono la fame aumenti di milioni di unità». I prezzi delle derrate alimentari si manterranno alti, secondo l’ultimo rapporto Fao sulle prospettive alimentari, nonostante le previsioni di crescita della produzione dei cerali del 3,8%, arrivando a toccare 2,191 milioni di tonnellate. Per buona parte del 2008 la situazione resterà dominata dall’aumento dei prezzi e dalla loro volatilità, a causa della necessità di ricostituire le scorte e per l’aumento della domanda globale. La Fao stima per il grano un aumento dell’8,7%, pari a 658 mila tonnellate, del 2,3% per il riso, di cui si produrranno oltre 445 mila tonnellate, dell’1,1% dello zucchero (168 mila ton) e un calo del 3,2% per i semi oleosi (402 mila ton). Anche La produzione di carne e di prodotti lattiero-caseari aumenterà rispettivamente del 2,3% e del 2,5%, nonostante i prezzi elevati dei mangimi. Secondo il rapporto Fao, la maggior parte delle esportazioni di carne andrà verso i Paesi in via di sviluppo. Per la carne, l’indice dei prezzi Fao ha registrato nel mese di aprile un livello record a quota 136, mentre nel periodo 1998-2000, il valore dell’indice era 100. L’impennata dei prezzi dei prodotti alimentari ha portato gravi difficoltà, secondo la Fao, soprattutto alle fasce vulnerabili della popolazione mondiale che impegnano una parte sostanziale del loro reddito sui prodotti alimentari. A preoccupare non è solo l’impennata dei prezzi dei cerali ma anche la crescita di quelli dei fertilizzanti, a due e tre cifre rispetto al 2007. Per rappresentare l’impatto, l’agenzia Onu ha elaborato una stima: nel 2008 il mondo spenderà 1.035 miliardi di dollari per importare cibo, 215 miliardi in più (+26%) rispetto alla cifra record già raggiunta nel 2007, mentre il costo totale delle importazioni alimentari per i Paesi a basso reddito e con deficit alimentare è probabile che salga a 169 miliardi di euro nel 2008, il 40% in più rispetto allo scorso anno. Secondo il rapporto Fao, il passaggio dal mese di marzo ad aprile 2008 avrebbe segnato lo spartiacque verso una discesa dei prezzi che registrano, però ancora percentuali di aumento molto alte se rapportate allo stesso periodo del 2007. «Le favorevoli condizioni climatiche e una maggiore fiducia nelle forniture più abbondanti per la nuova stagione hanno guidato nettamente verso il basso l’andamento del prezzo del frumento – si legge nel rapporto – che ha iniziato a scendere nel mese di aprile, attestandosi ad un 50% in meno rispetto ai picchi d febbraio. Sono le persistenti restrizioni all’esportazione, ancora applicate, per esempio, dall’Argentina, uno dei leader a livello mondiale dei Paesi esportatori di frumento, a mantenere elevati i prezzi sui mercati mondiali». A metà maggio, i prezzi dei futures per il frumento al Chicago Board of Trade (Cbot), secondo la Fao, si attestavano a circa 286 dollari per tonnellata, il 38% in meno rispetto al valore record toccato a metà marzo, ma ancora di circa il 50% più alto rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’indice dei prezzi alimentari della Fao è stabile dal febbraio 2008 ma la media dei primi quattro mesi del 2008 rimane più alta del 53% rispetto allo stesso periodo del 2007.

 

 

 
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