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Emergenza cibo, vertice Fao a Roma |
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Oltre 30 capi stato per trovare soluzione al problema |
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ROMA (20 maggio 2008) - Sono oltre 30 i capi di Stato e di Governo che hanno assicurato che saranno a Roma, dal 3 al 5 giugno, per partecipare alla Conferenza organizzata dalla Fao per dare delle risposte ai milioni di poveri in tutto il mondo minacciati dall’impennata dei prezzi alimentari e dai cambiamenti climatici. Tra i tanti leader delle grandi potenze che hanno deciso di confrontarsi per trovare insieme le strategie adatte a fronteggiare l’attuale emergenza alimentare mondiale - nel nome del diritto alla sicurezza - ci saranno: il francese Nicolas Sarkozy, il brasiliano Luiz Ignacio Lula da Silva, l’argentina Cristina Fernandez de Kirchner, l’egiziano Hosni Mubarak, l’algerino Abdelaziz Bouteflika. Confermata anche la |
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| partecipazione del segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon. Altamente probabile, anche se circondata da un alone di comprensibile segretezza, la presenza al summit del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad e del venezuelano Hugo Chavez. A fare gli onori di casa, insieme al direttore generale della Fao Jacques Diouf, sarà - il giorno di apertura dei lavori - il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Dalla tre-giorni di lavoro romana, non si attende una soluzione miracolosa alle più urgenti sfide poste dalla globalizzazione, quanto piuttosto una Dichiarazione su “Sicurezza alimentare mondiale e azioni necessarie”, che vuole essere il manifesto di un percorso comune nel bene del pianeta. O, come si è augurato il direttore generale della Fao, il senegalese Diouf di «un’opportunità per la comunità internazionale di rilanciare l’agricoltura». È vero infatti che i prezzi alimentari sostenuti richiedono una strategia su due fronti: da un lato l’adozione di politiche e programmi per assistere i milioni di poveri le cui condizioni di vita sono a rischio, e dall’altro promuovere misure per aiutare gli agricoltori dei paesi in via di sviluppo a trarre vantaggio da questa nuova situazione. I prezzi alimentari sostenuti mentre aggravano l’insicurezza alimentare e fomentano disordini e tensioni sociali, rischiano di far passare in secondo piano gli aspetti di lungo periodo, ha avvertito Diouf. «Affinché i piccoli agricoltori e le famiglie rurali possano trarre beneficio da prezzi alimentari più alti – ribadirà Diouf ai leader mondiali riuniti a Roma – abbiamo bisogno di creare un ambiente politico favorevole che distenda le difficoltà che si trovano ad affrontare settore privato, agricoltori ed operatori commerciali. Questo significa un cambio di tendenza rispetto alla costante diminuzione di risorse pubbliche allocate allo sviluppo agricolo e rurale, ed investire di più in agricoltura». |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||