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Emergenza cibo, contro la crisi serve nuova Rivoluzione verde |
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È il pensiero di Confagricoltura per rispondere all’aumento dei prezzi |
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ROMA (28 maggio 2008) - «C’è da realizzare una seconda Rivoluzione verde come quella che, subito dopo il dopoguerra, determinò un incremento sbalorditivo delle produzioni». Lo ha detto a Roma il componente della giunta di Confagricoltura, Andrea Vergati, agli studenti della facoltà di Economia della Sapienza nel corso di un dibattito sull’aumento dei prezzi dei cereali. Vergati ha rimarcato che la progressione della domanda di cibo è destinata ad aumentare, anche se a un tasso inferiore a quello registrato sinora. Inoltre, i modelli alimentari, sempre più a base di prodotti zootecnici in sostituzione di quelli vegetali, accresceranno ancora di più il fabbisogno di coltivazioni destinate alla mangimistica |
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| Il mondo deve insomma puntare maggiormente sulla produzione agricola. Promuovere la produzione, secondo il rappresentante di Confagricoltura, significa anche rendersi conto di un ulteriore aspetto: che non è il libero commercio, almeno non da solo, a poter consentire ai paesi meno avanzati di aumentare la propria autosufficienza alimentare. Politiche commerciali ultra liberiste, infatti, finiscono per deprimere la capacità competitiva dei paesi dove l’agricoltura è già debole, e favoriscono invece quelli con grandi agricolture esportatrici. L’agricoltura europea subirà conseguenze pesantissime, in termini di diminuzione delle produzioni e dell’occupazione, dal prossimo eventuale accordo in ambito Wto, se verranno confermati i contenuti dell’attuale capitolo agricolo. Ma anche le nazioni più povere del pianeta non avranno nulla da guadagnare dall’intesa che si sta profilando. «Per produrre di più – ha detto Vergati – servono sia nuove superfici, sia innovazione tecnologica e ricerca. Dobbiamo essere pronti a favorire gli investimenti in nuove produzioni e a non temere, anzi a promuovere e rilanciare la sperimentazione». Nel mondo, la Fao ha individuato circa un miliardo di ettari, soprattutto nelle aree dell’America Latina e dell’Africa Sub-Sahariana, che potrebbero entrare in produzione. Anche in Italia occorre aumentare la superficie coltivata che segna invece un pericoloso e costante declino da alcuni anni. Un declino che secondo il rappresentante di Confagricoltura va arrestato: «Occorre in entrambi i casi facilitare gli investimenti dei privati perchè l’agricoltura può produrre crescita economica e sviluppo. Questo, a patto di accompagnare il progresso delle superfici coltivate con le innovazioni, anche biotecnologiche. La produzione, ed è sempre la Fao ad affermarlo – ha concluso Vergati –, aumenterà nei prossimi decenni soprattutto grazie a rese maggiori ottenibili con nuove varietà, nuove tecniche di produzione e nuovi mezzi tecnici». |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||