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Agroalimentare, nel 2007 settore trainato dall’export

 

Ecco i dati presentati da Federalimentare all’apertura di Cibus

 
   

PARMA (5 maggio 2008) - «Il 2007 nonostante sia stato un anno difficile per il settore alimentare ha mantenuto un passo espansivo sostenuto dall’export che ha chiuso con una quota pari a 18 miliardi e un incremento del +7%, quasi uguale a quello dell’anno precedente (+7,1%)». Questa la fotografia scattata, in apertura del Cibus, dal presidente di Federalimentare, Giandomenico Auricchio. In particolare lo scorso anno è stato un anno di tensione soprattutto sul mercato interno. La produzione ha segnato una stagnazione (-0,8%) inedita per il settore, i prezzi al consumo (+5%) hanno superato (altro fattore davvero eccezionale) l’inflazione, generando una contrazione media di circa 1,5% in volume. Il peso

Agroalimentare
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dell’alimentare, nel paniere generale degli acquisti degli italiani, resta comunque intorno al 17% del totale dei consumi. L’Industria alimentare italiana si è, infatti, confermata il secondo settore manifatturiero nazionale, con 113 miliardi di euro di fatturato, 6.500 aziende sopra i 9 addetti, 400.000 occupati. Un anno che è stato contraddistinto anche da ottime prestazioni per i prodotti innovati come gli “ortaggi di IV e V gamma” (+2,2%), gli “ortaggi surgelati” (+1,7%), i ‘sostituti del pane (+3,5%), gli “yogurt e dessert” (+3,8%). Per quanto riguarda l’export l’incidenza del fatturato su quello complessivo del settore ha toccato il 16% (15,3% nell’anno precedente). Significative le performance di alcuni comparti: birra (+37,8%) l’alimentazione animale (+26,7%), il lattiero-caseario (+13,6%), il caffé (+13,7%), il riso (+13%). Dinamiche significative anche nei comparti già molto “export-oriented” come: pasta (+10,2%), trasformazione della frutta (+12,9%) ortaggi (+11,1%), acque minerali e gassose (+9,1%). Trend positivo anche per due comparti leader dell’export, quello vinicolo e quello dolciario, che hanno segnato, rispettivamente, un +6,3% e un +6,1%. Tra i diversi Paesi la Germania ha confermato e rafforzato la sua leadership nelle importazioni di prodotti made in Italy. In ripresa gli Stati Uniti, seguiti da Francia e Regno Unito.

 

 

 
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