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Wto, negoziato rischia il fallimento |
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Italia non molla sulla difesa dei prodotti nazionali |
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ROMA (25 luglio 2008) - «Se ora si rischia il fallimento è perché sulla strada dell’accordo abbiamo dovuto affrontare, senza successo, le eccessive pretese di alcuni fra i Paesi ad economia emergente, che hanno prospettive di crescita in grado di avvicinarli presto al livello dei Paesi industrializzati». Il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia commenta così il prosieguo della negoziazione Wto. «Per il nostro Paese – sottolinea – resta prioritario difendere l’agricoltura italiana da un’illogica inclusione di alcuni prodotti nelle liste di quelli tropicali, così come resta irrinunciabile ottenere l’estensione della protezione per le indicazioni geografiche». Zaia sottolinea che «appare difficile giungere alla |
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definizione di un’intesa e noi abbiamo il dovere, come italiani e come europei, di ribadire fino in fondo quali sono i limiti invalicabili della nostra posizione, che la Commissione conosce bene e che continueremo a difendere, sia in questa fase, sia in futuro, quando il negoziato dovesse riprendere». «Noi – conclude il ministro – non possiamo accettare che le loro barriere doganali restino chiuse per i prodotti dell’agroalimentare italiano e loro non possono pretendere di entrare nei nostri mercati a dazio zero. Se il negoziato fallirà ancora una volta, la responsabilità – conclude – non sarà certamente dell’agricoltura, ma di quanti, fra i Paesi che hanno partecipato al negoziato, hanno mantenuto testardamente una posizione di chiusura». |
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