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Wto, nella notte progressi ma non determinanti |
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Secondo l’Ue alcune questioni sono vicine ad essere risolte |
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GINEVRA (24 luglio 2008) - Sono proseguiti fino a tarda notte all’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) le trattative sul ciclo di Doha tra i sette “pesi massimi” del commercio. I ministri di Stati Uniti, Unione europea, Brasile, India, Giappone e Australia hanno compiuto «alcuni progressi» nelle trattative di Ginevra per salvare il Doha round, ma le difficoltà sussistono. «Pensiamo che valga la pena continuare perché ci sono stati alcuni progressi. Ma ci sono anche difficoltà», ha detto il ministro brasiliano Celso Amorim ai giornalisti. Anche il commissario europeo al commercio Peter Mandelson (nella foto) ha spiegato che alcune questioni sono più vicine ad una soluzione, mentre per altre è |
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migliorata la comprensione, ma la strada per colmare le divergenze è ancora lunga, ha aggiunto. La riunione si è svolta in presenza del direttore generale della Wto Pascal Lamy. Nuovi incontri e colloqui sono previsti oggi. Da lunedì scorso, Lamy ha convocato a Ginevra circa 30 ministri ed alti rappresentanti dei 153 Paesi membri della Wto nel tentativo di strappare un’intesa sulle modalità dei tagli ai sussidi e dell’apertura dei mercati per i prodotti agricoli e industriali, considerati i due temi chiave del ciclo negoziale lanciato a Doha nel 2001 sulla liberalizzazioni degli scambi e bloccato dalle divergenze tra i Paesi industrializzati e in via di sviluppo. Brasile Le aperture degli Stati Uniti sui sussidi agricoli non bastano al Brasile, secondo il quale gli Usa dovrebbero tagliare molto di più di quanto offerto nel corso dei negoziati del Doha Round da Susan Schwab. «Questo è solo il primo giorno di discussione, pensiamo ci sia spazio per tagli ulteriori», ha detto un rappresentante diplomatico brasiliano a Ginevra. Gli Stati Uniti hanno proposto una riduzione dei sussidi da 17 miliardi indicati nell'ultima offerta a 15 miliardi di dollari, ma il Brasile punta ad un taglio a 13 miliardi. Cia «I sacrifici che si chiedono all'agricoltura italiana non devono essere ulteriormente aggravati, senza peraltro ottenere nulla in cambio». Così la Confederazione italiana agricoltori (Cia), in una nota, commenta gli sviluppi del negoziato Wto a Ginevra. L'organizzazione giudica negativamente la posizione di chiusura degli Usa sulla difesa delle indicazioni geografiche (Ig), «che rischia di far saltare la trattativa. Siamo in presenza di una posizione che pone ostacoli insormontabili almeno per il nostro Paese che non può assolutamente rinunciare alla difesa delle sue produzioni tipiche». «L'inserimento della tutela delle indicazioni geografiche e l'eliminazione dei nostri prodotti mediterranei dalla lista dei prodotti tropicali – ricorda la Cia – sono i due risultati ai quali l'Italia ha condizionato il suo assenso a un eventuale accordo». «Un risultato concreto poteva essere raggiunto – aggiunge la Confederazione – ma ora l'opposizione netta degli Usa pone un ostacolo insormontabile. I sacrifici che si chiedono all'agricoltura italiana, come la riduzione dei sussidi agricoli, l'eliminazione delle restituzioni all'export, il taglio dei dazi doganali per numerosi prodotti strategici, non possono e non devono essere ulteriormente aggravati, senza peraltro ottenere nulla in cambio. Le regole del commercio devono essere eque per tutti». La proposta Usa Gli Stati Uniti sono pronti a ridurre i sussidi interni all’agricoltura a 15 miliardi di dollari, ha affermato la rappresentante statunitense al Commercio Susan Schwab oggi a Ginevra per partecipare alla riunione ministeriale dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto). «Oggi informerò i colleghi che siamo pronti a ridurre l’insieme dei sussidi interni distorsivi (Overall Trade Distorting domestic Support) a 15 miliardi di dollari» all’anno come massimo, contro i 17 miliardi indicati nell’ultima proposta. «Questa è una mossa importante e ci aspettiamo che gli altri ricambino», ha detto Schwab in una conferenza stampa. L’offerta di Washington è infatti condizionata a «risultati ambiziosi per l’accesso al mercato per i prodotti agricoli e industrali» e mira a «consentire ai negoziati di progredire» al fine di giungere alla conclusione del Doha round entro il 2008. «Questi tagli – ha aggiunto Schwab – consentiranno riduzioni effettive e significative" dei sostegni interni all’agricoltura distortivi per il commercio». Urso Ai negoziati Wto l’Italia sarà “vigile” e non sarà disposta a firmare una «cambiale in bianco» rispetto alla politica «aggressiva» dei paesi emergenti. É quanto afferma Adolfo Urso, sottosegretario allo Sviluppo economico e negoziatore per l’Italia nella ministeriale del Wto che ha preso il via a Ginevra. «L’Europa si presenta con le carte in regola – dice Urso – con un piano di riduzione delle tariffe in agricoltura e nell’industria, lo stesso però non arriva da paesi come Cina, India, Brasile che stanno assumendo in queste ore una posizione di chiusura, soprattutto nel dossier della riduzione delle tariffe industriali». Per Urso l’Europa ha «già concesso tanto e i paesi emergenti devono anche essi assumersi le proprie responsabilità, devono giocare a carte scoperte, altrimenti si devono assumere la responsibilità del fallimento del Round». Urso punta il dito, in particolare, contro Cina, India, Brasile rei di giocare sulle «ambiguità delle tariffe consolidate al Wto che sono diverse da quelle applicate, in genere molto più basse, per provare a vendere fumo invece che riduzioni effettive». Mentre l’Europa e i paesi dell’area Ocse hanno accettato di ridurre picchi e barriere tariffarie, India e Brasile, alla guida del G20, «non solo non intendono ridurre i loro dazi – dichiara il sottosegretario – ma pretendono flessibilità con la possibilità di mantenere le protezioni su settori come auto, chimica, macchinari, agroindustria, abbigliamento. In pratica quei comparti produttivi in cui eccelle la nostra produzione. Ecco perché l’Italia – conclude Urso – sarà vigile e perché non firmeremo nessuna cambiale in bianco». Unione europea L’Unione europea è pronta a ridurre i propri dazi agricoli del 60%. È quanto ha riferito a Ginevra Peter Power, portavoce del commissario europeo al Commercio Peter Mandelson. «L’Ue – ha spiegato Power – è d’accordo per abbassare la media dei nostri diritti di dogana (sui prodotti) agricoli a 60%, contro il 54% proposto in sede Wto». Secondo Power, «si tratta di un progresso davvero notevole, è un miglioramento sostanziale che dovrebbe dare un impulso importante alle discussioni a Ginevra questa settimana». Il mediatore per l’agricoltura del Wto Crawfor Falconer, ha prevista per i Paesi più sviluppati una riduzione media dei dazi pari al 54%. Questi ultimi potranno però, nella sua proposta, indicare tra il 4 e il 6% di prodotti sensibili per cui prevedere particolari protezioni tariffarie. Oxfam Se le offerte agricole sul tavolo dei negoziati dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) saranno accettate, gli Usa non dovranno ridurre di neanche un cent le spese in favore del loro settore agricolo e l’Ue dovrebbe tagliare circa 2,6 miliardi su un totale di 30 miliardi. Sono questi i calcoli dell’organizzazione Oxfam. Un accordo è necessario ma deve essere equo, ha affermato Oxfam in occasione dell’apertura oggi a Ginevra di una riunione decisiva per il destino del Doha round. Secondo Oxfam inoltre anche le proposte sul tavolo sui prodotti industriali non sono tali da favorire lo sviluppo della produzione nei Paesi poveri. «Per far fronte alle sfide dell’aumento dei prezzi alimentari e del petrolio e all’insicurezza per l’economia globale – ha spiegato l’organizzazione non governativa in un comunicato – sono più che mai necessarie riforme del commercio che pongano i Paesi poveri al primo posto, ma le offerte attualmente sul tavolo delle trattative della Wto – conclude – peggiorerebbero la situazione e minerebbero lo sviluppo».
Coldiretti «L’Unione europea non può correre il rischio di accordi al ribasso per l’agricoltura in un momento in cui, con l’emergenza cibo, la capacità di approvvigionamento alimentare è diventata un fattore strategico per lo sviluppo dell’intera economia». È quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini in riferimento all’incontro sul Wto convocato a Ginevra dal Direttore generale Pascal Lamy. «Il processo di liberalizzazione non può che essere legato al rispetto di regole comuni per quanto riguarda standard e trasparenza sulla provenienza dei prodotti per combattere – ha continuato Marini – i fenomeni di concorrenza sleale che fanno sentire pesantemente gli effetti sul made in Italy». Da qui la richiesta di una efficace garanzia per i prodotti a indicazione geografica nei quali l’Italia detiene la leadership mondiale. Il presidente della Coldiretti ha, inoltre, manifestato sostegno all’iniziativa del ministro Luca Zaia e del commissario europeo all’Agricoltura, Mariann Fischer Boël, per escludere prodotti agricoli di interesse nazionale, quali gli agrumi, il riso, i fiori recisi, le patate e numerosi ortofrutticoli dalla lista dei prodotti tropicali. Confagricoltura «Non è certo questo il modo migliore per aprire la trattativa sul commercio multilaterale». Così il presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni commenta le prime fasi della ‘ministeriale’ iniziata oggi a Ginevra per decidere le modalità dell’accordo multilaterale sul Commercio in ambito Wto. «Avevamo concordato – precisa Vecchioni in una nota – con il sottosegretario Urso su un aspetto: non è necessario chiudere un accordo ad ogni costo». «Le concessioni agricole hanno bisogno di una contropartita nello stesso capitolo negoziale – prosegue Vecchioni –; in caso contrario si realizzerebbe uno ‘scambio’ per noi inaccettabile. E bene ha fatto – a giudizio del presidente dell’organizzazione agricola – il ministro Zaia, confortato dai ministri Frattini e Scajola, nonché dallo stesso sottosegretario Urso, a ribadire che non si può siglare nessuna intesa senza l’ok agricolo; un assenso che non potrà certo arrivare facilmente a queste condizioni».Il vertice Riunione decisiva a Ginevra per i negoziati dell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) sulla liberalizzazione degli scambi. Convocati dal direttore generale della Wto Pascal Lamy per una mini-ministeriale detta dell'ultima chance, ministri ed alti rappresentanti dei 153 Paesi membri sono da oggi riuniti a Ginevra per una riunione dell'ultima chance: obiettivo di Lamy é di spingerli a compiere le necessarie decisioni sui tagli agli aiuti e alle barriere nei settori chiave dell'agricoltura e dei prodotti industriali, i due capitoli al centro dei vasti negoziati del Doha round lanciati nel 2001 e bloccati dalle divergenze, tra Nord e Sud in particolare. La situazione è mutevole ed i pronostici sono difficili. Alle discussioni partecipano più di trenta ministri, tra i quali i rappresentanti dei “pesi massimi” del commercio mondiale, quali la rappresentante Usa al commercio Susan Schwab, il commissario europeo al Commercuio estero, Peter Mandelson, il ministro indiano al Commercio, Kamal Nath, e il collega brasiliano Celso Amorim. Per l'Italia è presente il sottosegretario allo Sviluppo economico, Adolfo Urso. |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||