|
|
|
| Home | Informazione | Eventi & Sagre | Multimedia | Scaffale |
Wto, Italia boccia compromesso agricoltura |
|||||||||||
Zaia: «L’accordo sarebbe una catastrofe per l’intero settore» |
|||||||||||
BRUXELLES (16 luglio 2008) - L’Italia boccia il documento negoziale sull’agricoltura al Doha-round. Il ministro alle Politiche agricole, Luca Zaia, ha fatto sapere ai partner europei, oggi a Bruxelles, che l’ipotesi di accordo sul tavolo sarebbe una catastrofe per il settore. Tuttavia, a pochi giorni dalla sessione ministeriale alla Wto, il 21 luglio a Ginevra, anche il compromesso sul tavolo sembra essere in parte già superato. Il commissario europeo ha infatti annunciato che «il riso non è più nella lista dei prodotti tropicali» e questo significa che potrà essere mantenuta la sua protezione alle frontiere in quanto sarà evitato l’azzeramento dei dazi alle importazioni in Europa. Il riso, di cui l’Italia è primo |
![]() |
|
|||||||||
produttore nell’Ue attualmente beneficia di un dazio all’import di 170 euro la tonnellata. Se fosse mantenuto nella lista dei prodotti tropicali, aveva messo in guardia ancora oggi Zaia, «la Pianura Padana vedrebbe sparire le sue risaie, coltivazione e sicurezza alimentare, ma anche una storia e ad un territorio». Oltre al riso, il ministro delle Politiche agricole ha sostenuto la necessità di sottrarre dalla lista dei prodotti tropicali quelli mediterranei citando ortofrutticoli, patate, cipolle e i succhi. «Non accetteremo una lista di prodotti tropicali per noi inaccettabile» ha risposto Fischer Boël che sembra dunque decisa a proteggere anche agrumi, patate, zucchero e prodotti ad alto contenuto di zucchero. Quanto alla difesa delle denominazione di origine (Dop) e delle indicazioni geografiche, il commissario europeo all’Agricoltura ha indicato che ci sono dei segnali positivi da Ginevra. Il dibattito sui negoziati agricoli al Doha-round è stato uno dei punti forti del consiglio dei ministri dell’Agricoltura dell’Ue. A difesa dell’agricoltura europea oltre all’Italia si sono schierati la grande maggioranza dei partner europei, Francia, Germania e Spagna in testa. Più favorevoli, invece, al compromesso dei mediatori Wto, Regno Unito, Olanda, Repubblica Ceca, Svezia e Lussemburgo. Il ministro Zaia ha detto oggi senza mezzi termini: «Spero che salti il tavolo di Ginevra sul Doha-round perché significherebbe celebrare il funerale dell’agricoltura. Non accettiamo questo documento – ha aggiunto – e ho già scritto ai miei colleghi di governo affinché ci sia la massima attenzione in sede di negoziato». Il prossimo appuntamento Già venerdì 18 luglio i ministri per il commercio estero si riuniranno a Bruxelles per fare il punto della situazione delle trattative al Doha-round con il commissario europeo al Commercio Peter Mandelson. I negoziatori europei si ritroveranno di fatto sotto alta sorveglianza a Ginevra da parte dei responsabili del commercio estero, ma anche dei ministri degli esteri e degli stessi ministri dell’agricoltura. Al riguardo il presidente del consiglio agricolo, il francese Michel Barnier, da Bruxelles fa sapere: «Noi saremo a Ginevra e non transigeremo su nulla». E per quella giornata il ministro Zaia si augura di «non dover celebrare il funerale dell’agricoltura». «Nodo cruciale di questo documento», che venerdì sarà sul tavolo dei ministri del Commercio estero dell’Ue, «l’inserimento nella lista prodotti tropicali a dazio zero, del riso, delle arance, del pomodoro e delle patate». In vista del negoziato che si apre, il ministro ha assicurato di essere in sintonia sia con la Francia che con la Spagna, e si dice «sicuro di trovare una posizione di sostegno in seno all’Unione europea. Tutta la partita – aggiunge il ministro – si giocherà a Ginevra, ed il 18 il Consiglio dei ministri definirà un mandato negoziale per Mandelson». A dieci giorni dalla ministeriale del Wto che riunirà a Ginevra i rappresentanti di una trentina di Paesi, Zaia denuncia un negoziato che «da multilaterale sta diventando unilaterale nel quale siamo massacrati. Non vorremmo che l’agricoltura diventi merce di scambio, in un contesto di totale carenza agricola, con la metà della popolazione mondiale che non ha di che sfamarsi, in Europa mancano due milioni di tonnellate di latte, mezzo milione di tonnellate di carne, mancano i cereali, ed i cittadini pagano alti prezzi di questi prodotti». Zaia contesta quindi «quella filosofia delle eccedenze agricole della quale ancore si scrive all’interno del Wto», e si dice in sintonia con il presidente francese Nicolas Sarkozy che ha attaccato le posizioni di Mandelson. Ma parla anche di «disgregazione di un comparto fatto in maniera scientifica», denunciando i rischi di dumping, e se la prende anche con i Paesi europei del Nord Europa che «si battono perché non sia solo europea la frutta distribuita nelle scuole», nel quadro del piano, oggi sul tavolo dei ministri, cofinanziato, per portare la frutta nelle aule. Il ministro si dice «assolutamente non soddisfatto per le denominazioni d’origine», un settore nel quale «gli italiani sono stati i primi dei primi della classe. Questo a livello internazionale – spiega tuttavia – non significa molto perché la visione è quella di confrontarsi con un prodotto standardizzato in tutto il mondo. E noi non lo possiamo accettare perché significa che tutti gli investimenti fatti non sono serviti a nulla». Infine l’annosa questione delle quote latte sollevata dal ministro in Consiglio per sottolineare che «l’aumento dell’1% non basta» visto che per il superamento nella campagna 2006-07 si profila una multa di 187 milioni di euro. Ma non si tratta solo di questo: «non si capisce – dice guardando al passato – perché pagare ancora delle multe visto che non siamo più eccedentari». Anche perché l’agricoltura italiana «deve ancora pagare 3 miliardi di euro e 1.850 milioni sono ancora da incassare». Cifre che mettono a rischio migliaia di piccole stalle. |
|
||||||
| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||