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Piccoli consumatori sui banchi di scuola

 

La Regione Siciliana punta sull’educazione alimentare

 
     
di Annalisa Ricciardi    
   

ROMA (8 luglio 2008) - Un binomio sempre più inscindibile, l’educazione alimentare e l’istruzione. Una forza indispensabile, come riportato nell'ultimo numero di Terrà, per rendere i consumatori di domani consapevoli di ciò che mangiano. È più di un must oggi, in un momento storico in cui la globalizzazione rilancia il fast food e rischia di appiattire il gusto, facendo scomparire antichi sapori e la conoscenza sui processi produttivi, spesso legati alle tradizioni e alla cultura del territorio. Negli ultimi cinquant’anni inoltre si è assistito a un’inversione di rotta delle abitudini alimentari che ha segnato il passaggio dalle carenze nutrizionali, tipiche della società rurale del dopoguerra, alle “malattie del benessere”, proprie

Educazione elementare
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del comportamento alimentare nelle aree urbanizzate e spesso condizionato da mode, pubblicità e consumismo. Secondo una recente indagine condotta dalla Doxa per conto di Federalimentare, la maggior parte dei giovani in età scolare, pur conoscendo i comportamenti connessi a uno stile di vita corretto, non riesce ad adottare le buone pratiche alimentari per via della complessità e dei ritmi della vita quotidiana. Si crea così terreno fertile in cui attecchiscono sovrappeso, obesità infantile e patologie a essi collegate. Da qui l’importanza di intervenire con percorsi di educazione alimentare mirati e specifici, sin dalle prime fasi della formazione e, soprattutto, in multidisciplinarietà. Quella dell’educazione alimentare è infatti una tematica complessa e articolata che coinvolge diverse competenze. Dall’istruzione, che ha il compito di inserire tra le attività didattiche anche quelle relative alla composizione degli alimenti e alla cultura gastronomica locale; all’agricoltura, che ha tra l’altro un ruolo di collegamento tra scuola e mondo produttivo, depositario di una sana tradizione alimentare; alla sanità, infine, che si occupa anche della salvaguardia della salute degli studenti, in linea con la “Strategia globale per la dieta, l’attività fisica e la salute”, che l’Organizzazione mondiale della sanità, continuando un percorso iniziato alla fine degli anni ’70, ha lanciato nel gennaio del 2004. Un connubio che vede impegnate le strutture amministrative a livello nazionale con i tre Ministeri, a livello locale con Regioni, Province, Comuni, aziende sanitarie e, dulcis in fundo, le scuole. È qui che si concentra gran parte del lavoro ed è da qui che ha inizio il trasferimento della conoscenza ai giovani. E questo trasferimento, in cui la famiglia ha un ruolo non indifferente, può continuare direttamente in campo, nel momento in cui i giovani entrano in contatto col territorio, dove l’educazione alimentare assume anche un ruolo sociale, culturale e relazionale. Proprio questa complessità ha portato la Regione Siciliana ad affidare l’educazione alimentare non ad interventi sporadici sparsi nel territorio ma ad inserirla nell’ambito di una programmazione organica, multidisciplinare e ben definita.

 

 

 
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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