che si tratta di un fenomeno in aumento, predittivo di obesità in età adulta, e soprattutto un fattore di rischio per malattie croniche». La sua genesi è multifattoriale: si tratta, infatti, del risultato di diverse cause più o meno evidenti che interagiscono tra loro: una eccessiva o cattiva alimentazione, una ridotta attività fisica e fattori di tipo genetico-familiare. In dettaglio si tratta di un Piano di prevenzione attiva del sovrappreso, che riguarda la popolazione di bambini di età compresa tra 3 e 14 anni. Il Piano prevede sia azioni di carattere individuale, relativi alla rilevazione dell’indice massa corporea e al counseling per la modifica dei fattori di rischio, sia azioni mirate alla popolazione, mediante interventi di comunicazione, di educazione alla salute sulla popolazione generale e di sorveglianza della popolazione in età scolare. «È necessario – aggiunge Dardanoni – un intervento coordinato su tutto il territorio, che adotti pratiche di provata efficacia agendo a diversi livelli per la promozione di stili di vita salutari». Così vengono avviati veri e propri programmi di promozione di scelte alimentari nutrizionalmente corrette e un’adeguata attività motoria, di uniformazione in ambito regionale degli interventi per la ristorazione collettiva scolastica e infine di promozione e sostegno dell’allattamento esclusivo al seno almeno fino al sesto mese di vita. |
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