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Sias, come mantenere la fertilità del suolo

 

Il ministro a tutto campo sulle linee programmatiche del suo dicastero

 
   

ROMA (10 luglio 2008) - Sono otto le misure più importanti da attuare per mantenere la fertilità del suolo, limitando dunque il rischio di desertificazione. Alcune sono oggi realizzabili in Sicilia anche attraverso il contributo del Sias, servizio specialistico dell’Area studi e programmazione dell’assessorato regionale all’Agricoltura. Prima fra tutte è la conservazione della sostanza organica, attraverso iniziative che prevedano il reimpiego agricolo razionale dei residui colturali, l’impiego di fertilizzanti ad alto contenuto di sostanza organica, la razionale esecuzione delle lavorazioni dei suoli, specie di quelli in pendio, a partire dalla riduzione della profondità di esecuzione delle stesse, il riuso agricolo sicuro

Suolo
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della componente organica dei rifiuti solidi urbani.
Ma importante è anche l’adozione di sistemazioni idraulico-agrarie e tecniche di lavorazione dei terreni a basso impatto erosivo, ad esempio quelle realizzate secondo le curve di livello. In zootecnia vanno adottati sistemi di allevamento che prevedano razionali carichi di pascolamento e nei boschi bisogna puntare sulla prevenzione e repressione degli incendi a carico della vegetazione. Non dimentichiamo poi che nell’ambito dell’azienda agricola bisogna mantenere un uso razionale delle risorse idriche, associato a un uso razionale e contenuto degli input tecnologici, soprattutto quelli di natura chemio-sintetica. I concimi, infatti, sono dei sali, pertanto riducono la quantità di acqua disponibile nel terreno. Completano il quadro degli interventi l’uso attento delle risorse territoriali, soprattutto quelle destinate alle opere di urbanizzazione, e iniziative che mirino a una forte limitazione delle emissioni di gas-serra. Molte di queste misure sono oggi fortemente stimolate e favorite dalla nuova programmazione comunitaria attraverso i fondi strutturali Ue, in primis quello relativo allo sviluppo rurale.
La nuova politica punta, infatti, sull’uso attento delle risorse non rinnovabili, sulla massiccia diffusione di quelle rinnovabili, sull’uso energetico delle biomasse e delle produzioni no-food, sul risparmio idrico, sull’imboschimento di superfici agricole, sulla lotta agli incendi, sulla gestione oculata delle tecniche agronomiche: irrigazione, fertilizzazione, difesa fitosanitaria.

 
Antonino Drago
Dirigente Area studi e programmazione
 

 

 
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