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Caro-vita, aumentano le vendite al dettaglio

 

Intanto secondo Coldiretti è boom nei mercatini e nelle bancarelle

 
   

ROMA (23 luglio 2008) - Nell’aumento delle vendite al dettaglio a maggio, cresciute dello 0,5% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, Confcommercio non vede «nessun segnale di ripresa». Il «modestissimo aumento, in valore, infatti – secondo l’associazione – é imputabile in larga parte alla sola componente alimentare che subisce gli incrementi più consistenti dei prezzi a causa dell’aumento delle materie prime e del petrolio». «La tendenza al contenimento dei consumi coinvolge ormai tutti i settori e ha riflessi, sia pure articolati, sui diversi segmenti della distribuzione», osserva Confcommercio commentando i dati diffusi oggi dall’Istat. «Se per le imprese di minori dimensioni la tendenza è ormai da alcuni

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mesi caratterizzata da un calo dei fatturati – aggiunge – per le imprese più grandi gli incrementi, nonostante il piccolo rimbalzo di maggio, appaiono contenuti soprattutto per la componente non alimentare». «Questa situazione – precisa Confcommercio – non appare peraltro destinata a modificarsi sensibilmente nel breve periodo alla luce non solo delle dinamiche produttive e reddituali, ma anche del deterioramento in atto sul versante del clima di fiducia delle famiglie, che a luglio ha raggiunto i minimi dal ‘93, e che contribuisce a determinare un contesto poco favorevole all’aumento della domanda da parte delle famiglie».
Intanto per Coldiretti è boom di mercatini e bancarelle. Complice il caro-vita che porta i consumatori a ricercare nuove forme di risparmio ricorrendo alla grande distribuzione a scapito dei piccoli esercizi commerciali, sono sempre più gli italiani che scelgono questa nuova formula commerciale. Secondo la Coldiretti, infatti, in particolare si acquistano prodotti agricoli di qualità con notevoli vantaggi economici perché a prezzi più bassi. «Con l’aumento dei prezzi – sottolinea l’organizzazione – si registra una crescente tendenza alla ricerca di forme di acquisto alternative a basso costo come appunto quelle presso bancarelle, che si moltiplicano durante l’estate con mercatini nelle città e nei luoghi turistici». Coldiretti ricorda che «spesso dietro le bancarelle si trovano imprenditori agricoli che consentono di risparmiare e garantirsi qualità e genuinità, e che i prezzi praticati dalla grande distribuzione nel comparto ortofrutticolo sono sensibilmente superiori a quelli dei mercati rionali e dagli ambulanti». Oltre al boom di bancarelle e mercatini, Coldiretti segnala l’interesse degli italiani per gli acquisti di prodotti agricoli direttamente dal produttore: «Sette italiani su 10 nel corso dell’anno – sottolinea l’organizzazione – hanno fatto almeno una volta acquisti direttamente dal produttore agricolo», comprando prodotti freschi e di qualità e risparmiando almeno il 30%. Gli acquisti diretti di vini, ortofrutta, oli e formaggi, inoltre, riguardano 57.530 aziende agricole e dal 2001 sono cresciuti del 48%, per un valore di 2,5 miliardi di euro.

 

 

 
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