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Biologico, nata un’oasi produttiva tra Puglia e Basilicata |
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Nei 200 ettari verranno coltivate albicocche, susine, cereali e uve |
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ROMA (7 luglio 2008) - Due regioni coinvolte, la Puglia e la Basilicata e duecento ettari di terreni tra i laghi Monticchio, il sub-appennino lucano e il massiccio del Vulture tra i 200 e i 400 m sul livello del mare. Questi sono i numeri che caratterizzano l’Oasi Biologica, progetto voluto dalla Centrale consortile ortofrutticola di Bari aderente a Fedagri-Confcooperative. L’Oasi ospiterà coltivazioni di albicocche, susine e specie vegetali, oltre che implementare la coltivazione di cereali e uva (con metodo biologico) già presenti sul territorio e grazie al coinvolgimento di tutti i suoi soci, si punta ad estendere la superficie coinvolta dal progetto in pochi anni per arrivare a 1000 ettari. «Il progetto |
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dell’Oasi che nasce sotto il patrocinio di Fedagri, rappresenta una conferma della vitalità del settore cooperativo italiano ed è un caso ancora più significativo poiché interessa due regioni del Sud Italia per le quali l’agricoltura rappresenta un settore cruciale – ha detto il presidente di Fedagri-Confcooperative, Paolo Bruni – il nostro Paese è leader in Europa per la produzione biologica e l’interesse verso questo segmento viene premiato sempre di più dal mercato. Per questo motivo, trovo particolarmente strategico il progetto dell’Oasi biologica che nasce su un territorio già ricco di specificità storiche e peculiarità tradizionali». «È un’importante scommessa nella logica di realizzare un progetto integrato di filiera che coinvolge tutti i produttori agricoli della zona rurale e risponde anche alla strategia di fondo che vede la cooperativa al centro di piani di programmazione produttiva ma anche presidio e risorsa incontrastata dei nostri territori rurali – ha aggiunto Bruni – solo le imprese cooperative possono garantire ai tanti produttori italiani, dislocati nei diversi territori rurali, la possibilità di continuare a fare questo mestiere consentendo loro di avere la garanzia di un reddito che deriva dal ruolo che la cooperativa svolge, cioè il prolungamento dell’azienda agricola del socio conferente in grado di accompagnare il prodotto fino al mercato finale, fino ai consumatori». «La scelta di investire nel settore del biologico in questo territorio – ha detto Vincenzo Patruno, direttore commerciale della Centrale consortile ortofrutticola di Bari e ideatore del progetto – nasce dall’esigenza di valorizzare una zona particolarmente a rischio dal punto di vista dell’ecosistema e del possibile abbandono dell’insediamento agricolo; l’Oasi biologica vuole proporre forme progettuali di sviluppo integrato del territorio, inserendosi in un sistema ambientale senza sfruttarne indiscriminatamente le risorse». Già nei primi mesi dell’inverno 2008, secondo Patruno, sarà possibile fare le prime semine per puntare al primo raccolto nell’estate del 2009. |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||