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Agricoltura, manifestazioni bloccano Buenos Aires |
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I produttori contro le nuove tasse sull’export imposte dal Governo |
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BUENOS AIRES (16 luglio 2008) - Due grandi manifestazioni di piazza a cui hanno partecipato centinaia di migliaia di persone a favore e contro la politica fiscale del governo argentino nei confronti del settore agricolo hanno paralizzato Buenos Aires, confermando la gravità del braccio di ferro in atto e della posta in gioco alla vigilia del cruciale voto al Senato per la nuova legge di tasse flessibili alle esportazioni. Un gran numero di sostenitori del governo, convocati dall’ex presidente Nestor Kirchner, si sono radunati nella piazza di fronte al Parlamento, in una festa di bandiere, striscioni e cartelloni inneggianti alla politica governativa, mentre le organizzazioni dei produttori agricoli hanno scelto per accogliere una folle |
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enorme l’ampia Avenida del Libertador, nel quartiere di Palermo. Le telecamere ed i microfoni si sono concentrati a fine pomeriggio sul palco eretto nella Plaza de Los Dos Congresos, dove Kirchner ha pronunciato un infervorato discorso in cui ha ripercorso i “risultati positivi” del suo governo e di quello della moglie, ed attuale capo dello Stato, Cristina Fernandez. Per Kirchner, la volontà del governo di sostenere la nuova legge di tasse flessibili alle esportazioni è legata alla necessità di «redistribuire una volta per tutte il reddito e creare uno Stato efficiente e cristallino». L’ex capo dello Stato ha concluso sostenendo che l’Argentina ha «bisogno di istituzionalità e per questo noi invitiamo i nostri avversari ad unirsi alla nostra determinazione di accettare, qualunque sia il suo esito, la votazione sulla legge che domani sarà esaminata al Senato» e che è già stata approvata alla Camera. Al termine del discorso di Kirchner, e a qualche chilometro di distanza, hanno preso la parola i rappresentanti dei produttori agricoli appartenenti a Coninagro, Sociedad Rural, Confederaciones Rurales e Federacion Agraria. Alfredo De Angeli, uno dei più popolari dirigenti provinciali, ha sostenuto che con la sua legge il governo vuole impoverire il nostro settore: «Stanno letteralmente saccheggiandoci, ed io dico ai parlamentari che si sono messi dalla parte degli agricoltori che potranno tranquillamente passeggiare nelle loro città. Gli altri, invece, hanno perso la loro libertà». Da parte sua Luciano Miguens, presidente della Sociedad Rural, ha assicurato che «questa storia non finisce domani e che noi ci opporremo strenuamente alla politica di questo governo». «Semplicemente – prosegue Miguens – chiediamo ai senatori che votino con coscienza, come si deve in una repubblica con poteri ben definiti. Un conflitto come questo non può essere risolto solo in base alla fedeltà di partito». |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||