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I mercati italiani fanno rete |
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Questa la proposta di Anci e Res Tipica |
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ROMA (26 giugno 2008) - Una rete italiana dei mercati: questa la proposta di Anci e Res Tipica per favorire l’incontro tra produttori e consumatori. Dal 2000 al 2007, infatti, il numero delle aziende che sceglie la vendita diretta è aumentato del 48%, raggiungendo quota 57.000 e un fatturato di 2,5 miliardi di euro. I prodotti più venduti sono frutta e verdura (con il 28% del totale e 15.940 aziende), il vino (37% e 21.400 aziende), l'olio (20% e 11.250 aziende), i formaggi (11% per cento e 6.250 aziende), le carni e i salumi (8% e 4.680 aziende) e il miele (3% e 1.940 aziende). Le nuove realtà di vendita presentano diversi vantaggi: un risparmio sulla spesa agroalimentare di circa il 30%, la certezza di consumare |
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| prodotti di alta qualità, un rapporto più diretto tra produttore e consumatore che elimina i costi delle intermediazioni e sostiene l'economia rurale. Infine i mercati contadini presentano un impatto positivo sull’ambiente e un’occasione per riscoprire il ricco patrimonio delle identità alimentari italiane. Le regioni che registrano la più alta concentrazione di farmers market sono l'Emilia Romagna, la Toscana, il Piemonte e la Lombardia. I mercati contadini attualmente operativi in Italia sono 200 di cui oltre 50 sono “mercati delle identità”, ovvero i mercati contadini sostenuti da Anci-Res Tipica nei quali vengono offerti non solo prodotti di qualità, ma anche servizi culturali legati all’arte e alla tradizione enogastronomica del territorio: degustazioni, lezioni di cucina, corsi di educazione alimentare, momenti di informazione e formazione sui saperi rurali. «L’impegno di Anci e Res Tipica – ha affermato Pierciro Galeone, amministratore delegato Res Tipica – è quello di aiutare le amministrazioni locali a realizzare questi mercati e a realizzarli bene». «Nell’epoca del Mercato globale – ha dichiarato Ignazio Garau dell’Associazione Amc-Res Tipica – il mercato ritorna protagonista perché risponde a 5 bisogni di oggi: la riorganizzazione delle filiere distributive, la ricostruzione dei circuiti economici locali, che hanno visto sparire numerose produzioni perché non redditizie; la ricostruzione di un rapporto più stretto tra produzione e consumo, tra città e campagna; la convenienza e la valorizzazione delle identità territoriali. Per questo Anci e Res Tipica, sull’esempio della Rete europea dei mercati cui hanno già aderito Torino, Barcellona, Budapest e Lione, puntano a realizzarne una italiana, con l’obiettivo di affermare il valore di questo canale distributivo, l’unico in grado di garantire al 100% l’origine dei prodotti agroalimentari». |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||