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Psr Lazio, si punta sull’agricoltura sociale

 

Secondo l’assessore Valentini è il pilastro di una vita di qualità

 
   

ROMA (19 giugno 2008) - Agricoltura sociale come uno dei pilastri del sistema welfare e nuovo orizzonte sia di reddito per l’impresa agricola che di inclusione per i più deboli e svantaggiati. È questa la linea guida delle misure di sviluppo della multifunzionalità dell’agricoltura del Lazio nel Programma di sviluppo rurale (Psr) che prevede, fino al 2013, un finanziamento specifico di 30 milioni di euro, a cui si aggiungono uno stanziamento-record di 50 milioni per il primo insediamento con il 40% riservato alle donne, e quindi ricambio generazionale e quote rosa, e una quadruplicazione degli investimenti del programma Leader+. «C’é un bisogno intenso di agricoltura sociale – dichiara l’assessore Daniela Valentini al tavolo

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regionale – che le istituzioni non devono tradire. Perché con le fattorie didattiche e sociali, l’ippoterapia, i percorsi aromatici negli orti, l’agricoltura nelle carceri, gli acquisti solidali si offrono risposte complessive in termini di occupazione, tutela del paesaggio, supporto alle fasce deboli, sicurezza alimentare. Ed è questo un progetto alternativo di vita ed economia che l’assessorato all’Agricoltura ha voluto con forza in una regione per l’80% rurale». Il successo del corso di formazione sull’agricoltura sociale che ha raccolto 300 iscritti per 80 posti previsti è stato ricordato dal commissario dell’Arsial, Fabio Massimo Pallottini, che ha annunciato un corner informativo sui progetti sociali nei locali dell’enoteca regionale Palatium.

 

 

 
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