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Desertificazione, la giornata mondiale |
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Sicilia: nessun allarmismo ma occorre vigilare. Spagna la più esposta |
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| di Annalisa Ricciardi | |||||||||||
PALERMO (19 giugno 2008) - Oltre 250 stazioni di rilevamento in telemisura e 150 di misurazione sul posto. Sono questi gli strumenti su cui l’Agenzia regionale dei rifiuti e delle acque (Arra) della Sicilia fa affidamento per il monitoraggio della desertificazione nell’Isola. Un network costato circa 2,5 milioni di euro e i cui dati sono stati presentati oggi, a Palermo, nel corso di un convegno organizzato in occasione della giornata mondiale per il controllo della desertificazione. «Nessun allarmismo ma una costante ed attiva vigilanza è quella messa in campo dalla Regione – spiega il presidente dell’Arra, Felice Crosta – che in ottemperanza alla direttiva europea 60/2000 ha già realizzato anche la carta delle zone agricole |
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| vulnerabili». E cosi, secondo Crosta, «l’aumento medio delle temperature invernali, l’evaporazione delle risorse negli invasi dell’Isola, le scarse disponibilità idriche nella Sicilia centro-meridionale ed occidentale, ci hanno indotto a portare avanti un’accorta politica di interconnessione sul territorio al fine di una gestione corretta delle risorse idriche in agricoltura». Per l’assessore all’Agricoltura della Regione Siciliana, Giovanni La Via, «il fenomeno coinvolge vari attori dall’amministrazione regionale agli istituti di ricerca che assieme hanno il compito di diffondere i risultati delle ricerche per migliorare la conoscenza del fenomeno stesso e dare alla politica gli strumenti per potere prendere le decisioni più appropriate». Sul piano tecnico, parla Giuseppe Geraci, direttore dell’Osservatorio delle acque dell’Arra, secondo il quale, «attraverso le nostre strumentazioni possiamo ricavare degli indici di aridità e siccità utili a stabilire quali siano le aree più a rischio». In pratica, secondo Geraci, «ad oggi possiamo dire che queste aree stiano aumentando sempre più». E le cifre danno ragione. Negli ultimi 30 anni, infatti, sono aumentati i giorni estivi (ovvero quelli in cui la temperatura minima supera i 25 gradi) e sono diminuiti, invece, quelli caratterizzati da temperature minime sotto lo zero. A segnalare il problema è anche il Consiglio delle nazioni unite contro la desertificazione (Unccd) che traccia anche le linee strategiche, oggi presentate a Palermo e contemporaneamente in tutto il mondo. «In Europa il Paese a maggior rischio di siccità è la Spagna, mentre per quanto riguarda l’Italia la Sicilia è la regione maggiormente esposta», spiega Federica Meneghetti, dell’Unccd. Anche l’Enea è protagonista di questa giornata mondiale della desertificazione. Per bocca di un suo ricercatore, Maurizio Sciortino, afferma che «in Sicilia è stato calcolato un indice di sfruttamento delle risorse idriche nettamente superiore rispetto al dato italiano». Come dire, c’è una eccessiva utilizzazione dell’acqua disponibile: il 40% contro il 32% del dato complessivo nazionale.
E se da un lato la ricerca va avanti per studiare e monitorare dettagliatamente gli elementi che possono determinare la desertificazione, dall’altro il Servizio informativo agrometeorologico della Sicilia (Sias) nato come rete di rilevazione, diventa un vero e proprio mezzo di servizio a disposizione degli agricoltori. «Con i servizi Irrisias, Metaferte e Siasfire il Sias fornisce informazioni all’utente in merito a quando deve irrigare, fertirrigare o lavorare per prevenire gli incendi», spiega Dario Cartabellotta, dirigente generale del dipartimento Interventi infrastrutturali della Regione Siciliana. Non solo. «L’asse 2 del Psr destina circa 1 miliardo di euro alla tutela dell’ambiente – prosegue Cartabellotta – attraverso premi agli agricoltori che non sono contributi a fondo perduto ma comportano una serie di obblighi che vanno al di là della condizionalità». Tutti principi che poi saranno ricondotti alle attività dei consorzi di bonifica, di cui lo stesso Cartabellotta guida la task force che s’è appena insediata. «Si lavorerà per stabilire quanto e quando irrigare – conclude Cartabellotta – tenendo conto delle caratteristiche pedoclimatiche e colturali di ciascun territorio». |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||