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Consumatori, a maggio cala la fiducia |
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Secondo un’indagine Isae, invece, quella delle imprese è stabile |
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ROMA (5 giugno 2008) - Scende a maggio la fiducia dei consumatori, mentre si stabilizza su livelli bassi quella delle imprese manifatturiere. A rivelarlo è l’inchiesta mensile dell’Isae sui confronti internazionali di imprese manifatturiere e consumatori. Secondo l’istituto di analisi, la fiducia delle imprese manifatturiere si conferma sui bassi livelli di aprile, con andamenti differenziati nei principali Paesi: l’indice scende infatti in Francia e Spagna ma mostra segni di recupero in Germania. A divergere sono soprattutto i giudizi sull’andamento corrente degli ordini, valutato in miglioramento in Germania e in peggioramento in Francia e Spagna. Cala ulteriormente, invece, la fiducia dei consumatori nell’area euro; il calo |
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è diffuso a tutti i principali Paesi, ma emerge in particolare un maggior pessimismo sulle prospettive economiche familiari e generali e sulle future possibilità di risparmio. Anche negli Stati Uniti, secondo il Conference Board, l’indice del clima di fiducia dei consumatori americani scende ulteriormente a maggio, attestandosi sui minimi degli ultimi sedici anni (ottobre 1992). peggiorano soprattutto le aspettative sulla situazione economica del paese e sul mercato del lavoro, e crescono le attese d’inflazione. Secondo l’Università del Michigan, l’indice cala da 62,6 a 59,8 attestandosi in questo caso sui livelli più bassi dal giugno 1980; i consumatori appaiono particolarmente preoccupati delle condizioni economiche generali del paese e di quelle del mercato del lavoro, della crescita dei prezzi e delle prospettive non favorevoli dei redditi personali. Il dettaglio dell’indagine «Più nel dettaglio – spiega l’analisi dell’Isae – secondo i dati diffusi dalla Commissione europea, la fiducia dei consumatori nella media dell’area dell’euro scende a maggio a -15 (da -12), sui livelli più bassi dal settembre 2005. Peggiorano le previsioni sull’andamento della situazione economica generale del paese e del mercato del lavoro; si deteriorano anche le aspettative sulla situazione economica personale degli intervistati e le future possibilità di risparmio; stabili infine su livelli elevati rimangono le previsioni sull’andamento dei prezzi al consumo (a 28 il saldo, sui massimi dell’anno)». Tra i principali Paesi, l’indice si deteriora fortemente in Spagna (da -25 a -31) e in Germania (da 0 a -4), calando anche in Francia (da -15 a -18); al di fuori della zona euro, peggiora anche la fiducia dei consumatori britannici (da -13 a -15). Le previsioni sulla situazione economica della famiglia sono in peggioramento in tutti i principali paesi; coerentemente, scendono ovunque le attese sulle future possibilità di risparmio, che si collocano in Spagna sui minimi degli ultimi anni. «Quanto alle previsioni sulla situazione economica generale del paese – prosegue l’Isae –, indicazioni sfavorevoli vengono da tutti i principali Paesi, con punte di pessimismo in Spagna (da -23 a -31 il saldo) e solo un lieve peggioramento invece in Francia. In tutti i principali paesi dell’area euro peggiorano anche le previsioni sull’andamento della disoccupazione (da -4 a 0 in Germania e da 33 e 4 a 40 e 12 rispettivamente in Spagna e Francia i relativi saldi); più ottimisti sono invece sulle prospettive del mercato del lavoro i consumatori del Regno Unito (da 34 a 30). Per quanto riguarda infine le previsioni sui prezzi, le tensioni inflazionistiche sono previste in ulteriore accelerazione in Germania e soprattutto in Spagna, mentre sono stabili nel Regno Unito e in lieve decelerazione in Francia». Negli Stati Uniti, continua a peggiorare la fiducia dei consumatori: l’indice del Conference Board scende sui minimi degli ultimi sedici anni, passando da 62,8 a 57,2; secondo l’Università del Michigan, l’indice cala da 62,6 a 59,8 attestandosi in questo caso sui livelli più bassi dal giugno 1980. Il calo della fiducia, secondo il Conference Board, «riflette il peggioramento sia dei giudizi sulla situazione corrente (da 81,9 a 74,8 il relativo indice) sia delle attese a breve termine sul proprio quadro personale e sulle prospettive generali del paese (da 50 a 47,7 l’indice aggregato relativo alle previsioni)». I consumatori secondo l’Università del Michigan sono «particolarmente preoccupati delle condizioni economiche generali del paese e di quelle del mercato del lavoro, della crescita dei prezzi e delle prospettive non favorevoli dei redditi personali». |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||