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Caro-gasolio, bolletta da 300 mln per imprese agricole

 

I costi sono raddoppiati rispetto all’inizio del 2007

 
   

ROMA (11 giugno 2008) - Una bolletta di circa 300 milioni di euro. È questo l'onere sostenuto nei primi cinque mesi dell'anno dalle imprese agricole a causa dei rincari dei petrolio e in particolare del gasolio che ha ormai raggiunto livelli vertiginosi. Il prezzo rispetto alla fine del dicembre scorso è cresciuto di quasi il 30%. Il calcolo è della Cia-Confederazione italiana agricoltori che si dice preoccupata da questa escalation di rincari che sta incidendo in maniera pesantissima su tutti i mezzi correnti di produzione agricola, dai mangimi ai fertilizzanti, dall'energia elettrica agli antiparassitari. Costi che praticamente sono raddoppiati rispetto all'inizio del 2007. «Le imprese che più hanno risentito dei

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rincari energetici sono quelle zootecniche – precisa la Cia – qui i consumi di combustibile hanno fatto sentire i loro effetti devastanti, soprattutto per quello che concerne il riscaldamento delle stalle e gli impianti di mungitura. Stesso discorso per le macchine agricole e per le serre con coltivazioni di ortaggi, fiori e piante, dove è massiccio l'uso del gasolio». Quindi, prosegue l'organizzazione agricola, «come per la pesca e per l'autotrasporto, anche per l'agricoltura il rincaro del gasolio ha un'incidenza notevole, visto che viene utilizzato sempre di più nell'attività aziendale e nella lavorazione dei terreni». Andando più nel dettaglio è possibile notare secondo la Cia che nello scorso mese di aprile alla voce prodotti petroliferi le aziende agricole hanno visto crescere i costi dei lubrificanti del 10,2%, quelli dei carburanti del 7,2% e quelli dell'energia elettrica del 5%. «Livelli che in maggio dovrebbero segnare un ulteriore pesante aumento, anche in considerazione dei rincari che si sono verificati nelle ultime settimane», conclude l'organizzazione agricola.
Intanto, anche dalla Sicilia  giunge un grido d’allarme. Un settore in ginocchio, stretto nella morsa della carenza cronica di denaro liquido. Ecco la fotografia del filone di distribuzione combustibili extra – rete, che si occupa della fornitura di carburanti alle industrie, agli autotrasportatori e ancora alle aziende che lavorano nel settore della pesca, agricoltura, commercio e artigianato. Le aziende commerciali dei rivenditori, con pagamenti a 30 giorni, si ritrovano schiacciate tra il produttore ed il consumatore, dall'alto costo dei prodotti petroliferi e del gasolio, con un sistema di prezzi, variabili giornalmente, che viene applicato dalle compagnie petrolifere, che i vertici dell'associazione Assopetroli definiscono “penalizzanti”.  D'altra parte c'è l'impossibilità, da parte delle stesse Aziende distributrici, di riscuotere tempestivamente il dovuto dalla clientela, a sua volta gravemente appesantita dagli altissimi prezzi del gasolio e dalla generale crisi che investe il settore dei consumi e del trasporto. Non bisogna dimenticare, infatti, che negli ultimi mesi, gli aumenti del prezzo internazionale del gasolio hanno mostrato un trend addirittura più alto di quello già catastrofico del petrolio greggio. Per questi motivi, e con particolare riferimento all'extra-rete, Assopetroli proclama la crisi del settore dei rivenditori che commercializzano prodotti petroliferi ed energetici.  Non meno importante è segnalare alcune discriminazioni legali e fiscali, nei confronti degli appartenenti al ramo. In primis il fatto che non venga riconosciuto agli operatori commerciali del settore, il così detto “credito privilegiato” per l’importo delle accise (imposta statale su ogni litro di prodotto che viene immesso al consumo) che gravano sui prodotti, in caso di fallimento dell'azienda cliente.  «Quello della grave crisi dell'extra-rete – dichiara Luciano Parisi, coordinatore regionale Assopetroli – è una tematica affrontata diverse volte e con molta preoccupazione durante gli ultimi comitati del Coordinamento Assopetroli. È innegabile che il settore si trovi in ginocchio ed è importante che si accendano i riflettori su questa dura realtà. Il Governo si sta attivando con un tavolo permanente e speriamo che questo dia al più presto buoni frutti».

 

 

 
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