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Vino, il 2008 è l’anno dell’ottimismo |
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Secondo il 90% degli operatori ci sarà un +15% di fatturato |
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ROMA (28 gennaio 2008) - Per nove aziende vitivinicole italiane su dieci, nel 2008 ci sarà una crescita di fatturato stimata tra il 5 e il 15% e un parallelo aumento dell’export del 10-15%. A rivelarlo è un sondaggio svolto sulle 50 più grandi aziende vitivinicole italiane, dal quale emerge che il 2008 è l’anno dell’ottimismo. La metà del campione intervistato da Winenews, in collaborazione con VeronaFiere, «sente “a pelle” che il 2008 sarà un anno positivo, il 45% lo reputa in prospettiva abbastanza positivo e solo un 5% si prepara ad un 2008 negativo». A sostenere queste aspettative è soprattutto la forza dell’export che ha fatto raggiungere risultati importanti nel 2007 a tutte le aziende sondate. Sul fronte |
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| del mercato interno, le aziende non cambiano le loro previsioni: il 70% si aspetta un 2008 positivo, il 20% molto positivo, il 5% abbastanza positivo, mentre un altro 5% vede addensarsi nubi nere. Ancora più rosee, se possibile, sono le aspettative degli intervistati riguardo all’export. La quasi totalità del campione (90%) indica una crescita nelle esportazioni nella misura del 10-15%, mentre il 10% si aspetta di ripetere gli stessi risultati del 2007. Il sondaggio traccia anche una mappa dei Paesi “in” e “out” per le esportazioni. Al primo posto dei mercati considerati positivi ci sono gli Stati Uniti, seguiti da Germania e Russia a pari merito, mentre al terzo posto compare il Giappone, prima della Gran Bretagna, del Canada, della Cina e della Corea. Curiosamente nella classifica dei Paesi “da evitare” ricompare, per il 32% degli intervistati, la Germania, seguita dalla Gran Bretagna, dalla Cina, dalla Francia e dal Giappone e dall’Italia, seguiti poi da India, Danimarca, Paesi Bassi, Spagna, Svizzera, Irlanda, Portogallo, Grecia, Dubai, Canada, Sud Africa, Argentina e Australia. Quanto alla tipologia di vino più venduto nel 2008, la metà del campione punta su bottiglie tra i 5 e i 7 euro da veicolare attraverso i canali delle enoteche/wine bar, considerati più incisivi dell’e-commerce o della vendita diretta. Il 2008, comunque, non sarà solo rose e fiori: le incognite politico-economiche, i problemi valutari, la possibilità di perdita di competitività, seguite dalla debolezza dei consumi e dalla concorrenza dei Paesi del Nuovo Mondo, sono le preoccupazioni maggiori degli imprenditori vitivinicoli italiani intervistati, alle quali si aggiungono anche quelle legate all’evoluzione del mercato americano che potrebbe indurre gli importatori ad avere un atteggiamento più prudente negli acquisti, determinato anche dalla perdurante debolezza del dollaro. Dopo l’exploit del 2007, l’esportazione di vino italiano negli Usa, quindi, potrebbe subire una flessione. |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||