Home Informazione Eventi & Sagre Multimedia Scaffale  
   

Rifiuti, in Campania è disastro agricolo

   

La Cia chiede un piano d’interventi per risarcire i produttori

 
   

ROMA (14 gennaio 2008) - Come nel 1986, subito dopo il disastro di Chernobyl che mise in ginocchio l’agricoltura italiana, occorre adottare un piano di interventi per risarcire gli agricoltori campani per i danni causati dalla drammatica emergenza rifiuti. A richiederlo con urgenza è la Cia-Confederazione italiana agricoltori fortemente preoccupata per le conseguenze che si stanno avendo un po’ per tutte le produzioni tipiche della regione Campania. «Ormai – avverte la Cia – sembra esserci una vera e propria psicosi per i prodotti campani. Si assiste da giorni a disdette sia dall’Italia che dall’estero. Sui campi restano coltivazioni ortofrutticole per decine di milioni di euro. Più del 35% della produzione di frutta e ortaggi è

Rifiuti
.
.
.
 
 
 
 
 
 

rimasta invenduta». Non solo. Gli allarmismi scaturiti dalle immagini dei rifiuti che hanno fatto il giro del mondo e dalla paura di contaminazione da diossina hanno fatto crollare anche le vendite di latte (meno 20%), di formaggi, mozzarella di bufala in testa, del 40%, di olio e vino del 25%. Anche per l’agriturismo è una debacle, con calo verticale (tra il 25 e il 35%) delle presenze. «Insomma, per l’agricoltura campana è un tracollo che rischia di assumere dimensioni sempre più gravi, visto che – sostiene la Cia – si possono avere conseguenze sia sull’occupazione che sull’intera filiera agroalimentare». Filiera che genera un giro di affari fondamentale per l’economia della regione. «Con oltre 10 miliardi di euro, circa 140 mila imprese, 14 prodotti a Denominazione d’origine, 29 vini Docg, Doc e Igt e più di 330 prodotti tipici e tradizionali, l’agricoltura della Campania ­– sottolinea la Cia – rappresenta un settore di grande rilievo che ha sbocchi notevoli sui mercati internazionali». Una risorsa che oggi corre il serio pericolo di vedere compromessi, nel giro di pochi giorni, il lavoro e l’impegno di anni verso la qualità. Da qui l’esigenza di intervenire immediatamente e non solo in termini economici nei confronti dei produttori agricoli locali. «Occorre bonificare, infatti, i terreni che hanno subito inquinamento e – evidenzia la Cia – bisogna pensare anche a campagne promozionali per “ricostruire” l’immagine vera dell’agricoltura regionale e dei suoi apprezzati prodotti tipici e fortemente legati al territorio». «Serve – conclude la Cia – un’azione globale che va condotta con il coinvolgimento di tutte le parti interessate, dalle rappresentanze agricole a quelle dell’industria di trasformazione. Altrimenti, c’è il rischio di gettare sul lastrico decine di migliaia di aziende, accrescere la disoccupazione e vedere irrimediabilmente distrutta l’immagine dell’agroalimentare campano nel mondo».

 
   
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
Regione Siciliana