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I rifiuti mettono in ginocchio le Pmi della Campania

 

Intanto la Coldiretti propone l'istituzione della raccolta differenziata

 
     

ROMA (11 gennaio 2007) - La crisi rifiuti in Campania può avere una coda pericolosa per l’attività dell’artigianato e delle piccole imprese della Campania e del Mezzogiorno in generale. «Nel complesso – denuncia la Confartigianato – l’impatto negativo può concretizzarsi in 3,8 miliardi di euro di mancato giro d’affari e nel possibile licenziamento di oltre 15 mila addetti». «È fondamentale lavorare tutti insieme evitando strumentalizzazioni politiche ed individuare  soluzioni in grado di limitare al massimo l’impatto negativo per le imprese. Saranno valutati con attenzione eventuali interventi per il settore agricolo e agroalimentare». Così il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Paolo De Castro, sottolinea

Rifiuti
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«l’attenzione che il Mipaaf sta prestando alla soluzione dell’emergenza in Campania e  prende atto delle sollecitazioni e delle legittime preoccupazioni del settore agricolo». «Abbiamo grande fiducia – aggiunge De Castro – nel lavoro che sta svolgendo il commissario Gianni De Gennaro, al quale assicuriamo la massima collaborazione del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali. Affronteremo come abbiamo sempre fatto, problemi e timori dell’agricoltura campana, insieme ai Consorzi di tutela, alle associazioni e agli operatori del settore. È importante evitare gli allarmismi – sottolinea De Castro – che rischiano di mettere in ginocchio un’economia fortemente radicata nell’agricoltura e che eccelle per prodotti di qualità. I controlli ci sono e sono effettuati dagli organi competenti sull’intera filiera – assicura infine il ministro – e tutto questo garantisce la sicurezza alimentare dei prodotti campani che arrivano sui mercati e sugli scaffali nazionali ed internazionali». «A rischiare più di altre – spiega il presidente dell’organizzazione Giorgio Guerrini – sono le imprese che operano nel settore alimentare e le aziende dell’indotto del sistema turistico, soprattutto perché da più parti si è già preso atto di una contrazione del 30% degli ordinativi. Le difficoltà possono riguardare quasi 11.000 imprese alimentari della Campania, per una riduzione del fatturato di 3,8 miliardi, ma anche in un calo delle esportazioni per circa 440 milioni». L’emergenza rifiuti potrebbe zavorrare ulteriormente anche la vita già difficile delle imprese alimentari fino a 20 addetti, che rappresentano al momento il 96,6% del totale delle aziende del settore attive in Campania. In quest’ambito, ricorda Guerrini, la perdita di fatturato stimata supera 1 miliardo di euro, con una diminuzione di 56 milioni le esportazioni e 9.300 posti di lavoro sono a rischio. «Ma – avverte Guerrini – le conseguenze potrebbero propagarsi a tutto il Mezzogiorno». Secondo Coldiretti mezzo miliardo di euro potrebbe andare perso per i danni di immagine subiti con l’emergenza rifiuti in Campania a causa dell’arrivo delle disdette negli agriturismi e nelle forniture di prodotti agroalimentari che giungono dall’Italia e dall’estero e incidono fino al 30%.  Coldiretti sottolinea che si tratta  di una previsione destinata a peggiorare se l’effetto negativo sul settore, che vale nella Regione oltre 10 miliardi di euro, non dovesse esaurirsi nei prossimi 2 mesi. Secondo la Cia: «Gli agriturismi, specialmente nelle feste natalizie, hanno registrato moltissime disdette, incamerando un calo del 40% di presenze rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con conseguenze negative anche sul fronte della commercializzazione delle produzioni agricole». Confagricoltura punta il dito sulla psicosi che dilaga sulla sicurezza dei prodotti agricoli che arrivano sui mercati, che «in ogni caso – chiarisce l’organizzazione agricola – sono controllati e quindi sicuri. I timori diffusi tra i consumatori hanno fatto sì che spuntassero in molti negozi del Nord d’Italia cartelli con la dicitura “Questo non e’ un prodotto campano”».

La proposta Le imprese agricole sono disponibili ad accogliere i rifiuti se verrà avviata in Campania la raccolta differenziata per le sostanze organiche che possono essere restituite come compost al suolo per migliorare la fertilità dei terreni agricoli e la crescita delle piante. È quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che «si tratta di una soluzione che farebbe ridurre di circa un terzo i rifiuti da smaltire nelle discariche con un conseguente minore impatto ambientale». «Come è già avvenuto altrove – sottolinea l’organizzazione agricola –, si tratta di rendere disponibili in modo capillare i centri di raccolta anche per le sostanze organiche umide oltre che per il vetro e la plastica». Con la raccolta differenziata degli avanzi della tavola, secondo la Coldiretti, «si può arrivare a recuperare un chilo di rifiuti al giorno per famiglia da trasformare in compost o humus da distribuire nei terreni».

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