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Ogm, per l’Ue è l’anno della svolta? |
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Entro aprile i ministri dell’agricoltura voteranno su mais e superpatata |
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ROMA (14 gennaio 2008) – Per l’Unione europea il nuovo anno potrebbe essere decisivo per segnare una svolta in materia di Ogm. È di questi giorni, infatti, la notizia di uno studio di Tommaso Maggiore nell’ambito di un progetto dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran), che mettendo a confronto due varietà di mais, uno naturale e l’altro transgenico, era giunto alla conclusione che quello biotech contiene un livello di tossine decisamente inferiore. Ma, sottolinea Nature, «questi risultati sono stati ignorati dall’Istituto che lo aveva commissionato. E il motivo è semplice: la ricerca mostrava gli Ogm sotto una prospettiva del tutto positiva». In realtà la storia dell’occultamento dello studio di |
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| Maggiore è stata riportata anche dal Corriere della Sera che ha intervistato il direttore dell’Inran, Carlo Cannella. Il quale prima ha definito “speciosa” l’accusa del Sagri e poi ha confermato che Maggiore ha effettivamente partecipato a uno studio con l’Inran, ma non quello di cui si parla. Una precisazione che l’Istituto ha fornito poi, anche tramite tutte le principali agenzie stampa nazionali, al ministero delle Politiche agricole alimentari, intervenuto per verificare la fondatezza delle accuse. La replica di Cannella, e l’attenzione diffusa della stampa nazionale, dunque, sembrano sminuire la portata degli allarmismi di Nature. Peraltro la strada verso l’ingresso in Europa degli ogm proprio ora appare più che mai spianata. Entro aprile prossimo il Consiglio dei ministri dell’Agricoltura dell’Unione europea, o come più probabile, in seconda battuta, la Commissione europea, voterà l’autorizzazione al commercio in Ue di tre tipi di mais della Monsanto geneticamente modificati e alla trasformazione della patata gm Amflora della Basf, creata per uso industriale, in mangime per animali. Se alla fine a decidere sarà la Commissione, l’esito favorevole alle due multinazionali biotech è praticamente scontato, vista la posizione apertamente pro Ogm del presidente Juan Manuel Barroso. Le residue speranze dei fautori dell’agricoltura Ogm free, ridotte al lumicino nonostante il notevole sostegno dell’opinione pubblica continentale, sono riposte invece nella resistenze del commissario Ue all’Ambiente, Stavros Dimas, specie nei confronti dell’introduzione dell’Amflora nella filiera agricola. La "superpatata" contiene un gene di resistenza all’antibiotico kanamicina (di cui si temono possibili rischi per la salute umana) e il suo impiego nei mangimi animali comporterebbe la possibilità di contaminare la catena alimentare umana fino allo 0,9%, senza alcun obbligo di indicarlo sull’etichetta dei prodotti, sia dell’agricoltura convenzionale sia biologica. Inoltre l’Amflora sarebbe il primo Ogm a essere autorizzato per la coltivazione in Europa dal 1998. Sempre che nei prossimi giorni la Commissione non esprima parere favorevole alla richiesta di coltura in campo aperto del mais Bt 11 e del mais 1507, due Ogm prodotti rispettivamente da Syngenta e Pioneer. Appare dunque tutt’altro che grigio il cielo sopra gli affari biotech in Eurolandia. Tanto più che è scaduta il primo gennaio scorso la proroga richiesta dall’Unione europea all’Organizzazione mondiale del commercio relativa alla fine del bando comunitario sull’importazione di prodotti geneticamente modificati da Stati Uniti, Canada e Argentina. |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||