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Ogm, nel biologico nessuna tolleranza

 

La proposta di Greenpeace: «Abrogare la soglia del 0,9%»

 
   

ROMA (16 gennaio 2008) - Abrogare la soglia dello 0,9% da contaminazione Ogm per i tutti prodotti biologici. È quanto ribadisce Greenpeace e Vas in un’audizione alla Commissione agricoltura della Camera sul nuovo testo unificato “Agricoltura biologica”, il cui esame è in dirittura di arrivo. «Si tratta di mantenere l’articolo n. 3 del nuovo testo che prevede l’esclusione degli Ogm – spiega Federica Ferrario di Greenpeace – altrimenti si rischia di mettere a repentaglio l’intero settore, il cui valore sta nell’assenza di contaminazioni seppur minime, a garanzia di sicurezza e qualità». Un orientamento, questo, pienamente condiviso dal presidente della Commissione, Marco Lion, che va a valorizzare la produzione

Frutta
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biologica italiana. A proposito di sicurezza per i consumatori, Greenpeace ha ricordato il caso del mais Mon863 della Monsanto che ha causato segni di tossicità a fegato e reni a cavie alimentate per 90 giorni con questo prodotto. I rappresentanti del Vas hanno posto l’accento anche sul fatto di introdurre nel nuovo testo il principio di “chi inquina paga”, in modo da garantire il produttore biologico; di creare più trasparenza nel sistema d’etichettatura, rendendo obbligatoria l’indicazione del luogo di origine delle materie prime e dell’azienda produttrice; di regolamentare infine anche altre componenti della filiera, dal confezionamento, al magazzinaggio, alle attività di catering, mense e ristoranti.

 

 

 
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