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Piemonte, è caccia allo storno  

Il volatile selvatico minaccia le produzioni agricole

 
   

TORINO (2 gennaio 2008) - Occorre reinserire lo storno tra le specie cacciabili per evitare gravi danni all’agricoltura. È la proposta contenuta in un ordine del giorno del gruppo piemontese di Forza Italia, primo firmatario Ugo Cavallera, che impegna la giunta regionale a sollecitare il governo nazionale ad attivarsi presso la Commissione europea. «A differenza di altri Paesi europei – spiega Cavallera – in Italia la caccia allo storno è vietata dal 1997, quando alcune specie selvatiche erano state cancellate dall’elenco di quelle cacciabili. Oggi però lo storno costituisce un problema rilevante per le produzioni agricole, danneggiate anche dal forte e costante aumento numerico dei volatili. La caccia allo storno deve essere in

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qualche modo regolamentata, anche per evitare che si crei una situazione che dà origine a contenziosi legali in sede nazionale o europea». L’ordine del giorno impegna dunque la giunta affinché solleciti il governo Prodi ad attivarsi nei confronti della Commissione Europea, facendo inserire nella specifica direttiva la specie dello “Sturnus Vulgaris”, ipotesi peraltro ritenuta compatibile anche dall’Istituto nazionale per la fauna selvatica. «È necessario – conclude il documento – concepire la pratica venatoria senza particolari tabù, riservando la protezione sulla base di approfondite valutazioni scientifiche, ed esaminando le eventuali conseguenze dannose per le produzioni agricole».

 

 

 
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