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Prezzi, polemica tra Pecoraro Scanio e consumatori  

Le proposte del ministro subito bocciate dall’Aduc

 
   

ROMA (2 gennaio 2008) - Anno nuovo, vita nuova? Non sembra così per la sempre più complessa  questione caro-prezzi. Se da un lato, infatti, Pecorario Scanio lancia una serie di proposte per tutelare maggiormente il potere d’acquisto delle famiglie, dall’altro i consumatori italiani sembrano bocciare sul nascere l’iniziativa dell’esponente del governo Prodi. «Il caro prezzi è una priorità su cui il Governo deve intervenire», dice il ministro per l’Ambiente. E per questo Pecoraro Scanio ha proposto un piano per ridurre i prezzi e restituire potere d’acquisto alla famiglie italiane. Con un appello lanciato al presidente del Consiglio, Romano Prodi, e al ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, il titolare

Pecoraro Scanio
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dell’Ambiente ha confermato le richieste già avanzate nelle scorse settimane per affrontare il problema dei prezzi. Un piano in sei punti che riguarda banche, assicurazioni e politiche per la casa, appena presentato ma subito bocciato dai rappresentanti dei consumatori. Il primo intervento è quello di «nominare subito Mr Prezzi scegliendo per questo ruolo un rappresentante dei consumatori, come, ad esempio, Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef, ed ampliarne i poteri». Anche l’impegno ad assicurare gli spazi nei mercati per la vendita diretta da parte dei produttori agricoli, come previsto dalla Finanziaria, viene contestato da Vincenzo Donvito, presidente dell’Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori), il quale avanza l’ipotesi che il ministro dell’Ambiente «non abbia preso in considerazione che l’unica formula è la deregolamentazione e liberalizzazione di licenze e orari». Sull’energia, ancora Pecoraro Scanio sottolinea che «è sempre più necessario che l’Authority avvii una seria indagine sul perché l’euro forte non abbia generato benefici per i consumatori sul costo dei carburanti, dell’elettricità e del gas». Proposta, quest’ultima, che non va giù ai consumatori: «E dopo che ci sarà stata questa indagine – replica Donvito – e si sarà scoperto che l’euro non conta nulla perché tutto sottostà alla logica e alla mobilità del dollaro Usa, cosa ne avrà ricavato? Il ministro – dice ancora il presidente dell’Aduc - teme di dire che l’unica soluzione è la liberalizzazione, non finta come l’attuale, e la detassazione».

 

 

 
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