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Un trattore per Maggie

 

La facoltà di Agraria promotrice di un progetto per l’agricoltura del Burundi

 
     
di Paola De Simone    
   

PALERMO (10 gennaio 2008) - Marguerite Barankitse, detta Maggie, è la fondatrice di un’associazione umanitaria burundese chiamata “Maison Shalom”, letteralmente “Casa della pace”. Un luogo, nel cuore dell’Africa, dove, come riportato nel numero di luglio/agosto di Terrà, i bambini bisognosi, vessati da guerre e carestie, vengono accolti trovando così un tetto, un lavoro, un futuro dignitoso. Un filo di speranza lungo migliaia di chilometri lega la vita di questi bambini alla facoltà di Agraria di Palermo che dal 2006 porta avanti una serie di iniziative volte al sostegno della Maison Shalom e in particolare allo sviluppo dell’agricoltura locale. Un’agricoltura che, principale fonte di sostentamento della

Maggie
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popolazione, deve fare i conti con il degrado dei suoli, con l’assoluta mancanza di energia, di riserve idriche per l’irrigazione e con una drammatica scarsità di precipitazioni.
L’idea del progetto nacque un anno fa, in occasione di una visita in Facoltà del vescovo di Ruyigi, provincia nella quale si trova la Maison Shalom. A lui fu devoluto un piccolo fondo monetario messo insieme dai docenti con i compensi delle supplenze dell’anno precedente. Fu così che una prima delegazione della facoltà di Agraria partì per il Burundi per rendersi conto della situazione agricola di quel paese lontano e dimenticato. Ben presto si è attivata una fitta rete di collaborazione per la raccolta di fondi da parte di tutti gli studenti; un aiuto concreto è arrivato anche dal presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, dalla facoltà di Ingegneria, dall’Ente regionale per il diritto allo studio universitario (Ersu), dalla società di economia agraria (Sidea), da alcune scuole e piccoli comuni siciliani. Con i fondi raccolti, attualmente più di 40.000 euro, è stato possibile acquistare un trattore che è già in viaggio verso l’Africa. A questo si sono aggiunti altri mezzi agricoli: un coltivatore, un aratro, una motopompa per l’acqua. Strumenti indispensabili per il miglioramento delle condizioni di vita di chi lavora i campi.
Tra le iniziative progettuali, coordinate dai professori Giuseppe Provenzano e Vincenzo Bagarello, anche la possibilità per gli studenti di Agraria di svolgere i tirocini pratico-applicativi nei territori coltivati dall’associazione Maison Shalom. Le indagini conoscitive sulle caratteristiche agro-metereologiche del territorio saranno utili per programmare successivi interventi agricoli. È già in fase di definizione la prossima iniziativa che, in collaborazione con l’ufficio cooperazione internazionale della Regione, porterà alla realizzazione di un caseificio. Per i 10 mila bambini che nel corso degli anni hanno trovato rifugio nella struttura di Maggie Barankitse la possibilità di coltivare quelle terre è una speranza che diventa realtà.

 

 

 
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