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«Garanzie per i consumatori e rispetto per i lavoratori»

 
   

Ho apprezzato il secondo numero di Terrà per l’idea positiva che trasmette del comparto agroalimentare e ambientale siciliano. E sono certo che anche nei prossimi numeri ci sarà abbondante spazio per elencare le centinaia di prodotti che fanno parte del “paniere” Sicilia. Ad oggi, infatti, ci possiamo vantare di ben 239 prodotti inseriti tra la produzione agroalimentare  tradizionale, di 44 prodotti tutelati da marchi di qualità e di una grande produzione biologica. Il made in Sicily e la dieta mediterranea sono una realtà produttiva, che diventa anche economica quando un consumatore, una gdo, un intermediario cercano prodotti certificati. Inoltre, questo segmento qualificato di mercato chiede che tali prodotti siano anche

Lo Balbo
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portatori di un’etica sociale e del produrre. La questione principale che abbiano di fronte è rappresentata però dalla scelta della gran parte dei soggetti imprenditoriali e delle istituzioni di non costruire una economia in grado di rispondere alle domande dei consumatori, della gdo e del mercato. Oggi, e lo abbiamo denunciato più volte, esistonoi prodotti e le certificazioni, ma sono rare le produzioni certificate e, per quel poco che esiste, in genere non si è in grado di garantirne i quantitativi e la certificazione sociale. Come Flai-Cgil Sicilia abbiamo denunciato che i prodotti con certificazione Dop, Igp, Stg, As, Doc, Docg, e poi Sa 8000, Emas, Iso, Biologico, Uni sono numericamente così trascurabili che solo episodicamente sono presenti nei mercati internazionali che li richiedono. E quasi del tutto assenti sono, del resto, anche sul mercato nazionale e regionale. A questo dobbiamo aggiungere le sempre più evidenti condizioni di degrado del lavoro dipendente. Lavoro nero, sfruttamento dei clandestini, sottosalario, evasioni contrattuali, mobbing, molestie sessuali, ricatti e umiliazioni sono condizioni di lavoro che decine e decine di migliaia di lavoratrici e di lavoratori vivono giornalmente. La beffa è che queste stesse persone lavorano in un contesto positivo, direi patinato.Le lavoratrici e i lavoratori dei principali distretti agroalimentari della Sicilia hanno la consapevolezza di contribuire alla produzione di alimenti che tutti i giorni vengono consumati perché portatori di valori salutisti, storici e gastronomici positivi. Tutte queste persone, però, si chiedono perché al valore positivo del prodotto non si affianchi anche un valore positivo del lavoro, della retribuzione, degli orari, della fidelizzazione, della professionalità. L’assurdo è che questa condizione sia sottovalutata anche dai più illuminati: gli esponenti della cultura e delle istituzioni fanno finta di non vedere e di non sentire.

 
Salvatore Lo Balbo, segretario Flai-Cgil Sicilia  

 

 
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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