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Liguria, coltivazioni di nicchia per montagne mediterranee

 

Regione punta su castagne, funghi, fragole bosco e rose alimentari

   
   

ROMA (25 gennaio 2008) - L’agricoltura ligure ha scelto le coltivazioni di nicchia come forma di tutela del territorio. Lo ha detto a Genova l’assessore all’Agricoltura della Regione, Giancarlo Cassini, parlando al convegno “Valorizzazione del patrimonio naturale della montagna mediterranea”. È dal 2004 che la Regione Liguria, nell’ambito del progetto europeo Mediterritage (cui partecipano anche Calabria, Basilicata, Corsica, Andalusia, Macedonia, Tessaglia, Bulgaria, Albania, Marocco, Turchia e Algeria) ha puntato a sviluppare alcuni prodotti di nicchia che consentono anche il recupero del territorio montano e quindi anche la tutela del territorio. Primo fra tutti la castagna, nell’ambito montano della

Castagne
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provincia di La Spezia e tutta la filiera produttiva che ne deriva. Si è poi rilanciato il recupero della coltivazione della rosa canina in Valle Scrivia (provincia di Genova) da cui si estrae lo sciroppo di rose e la cui produzione stava per perdersi definitivamente. Un altro settore in cui si è intervenuti riguarda i terrazzamenti tipici della Regione, su cui sono stati installate coltivazioni di fragoline di bosco, in particolare nella valle Argentea, in provincia di Genova. Infine, si è data una forte valorizzazione (tramite marchi di origine e operazioni di marketing) a prodotti come i formaggi della Val d’Aveto e i funghi della Val di Vara.

 

 

 
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