preesistente equilibrio dei consumi alimentari e l’utilizzo stesso della superficie agricola dell’intero pianeta.
La superficie agricola si trova oggi, così come non era mai accaduto prima, a dover fronteggiare anche domande produttive diverse da quella alimentare e cioè quelle agroenergetica e ambientale; domande in continua ascesa che ripropongono in termini nuovi il ruolo e la funzione produttiva dell’agricoltura.
Questi epocali cambiamenti richiedono una maggiore capacità di governo delle politiche agricole, degli scambi commerciali e di governo delle domande e di programmazione delle offerte. La realtà delle aziende agricole e zootecniche siciliane, la cui ridotta dimensione amplifica le difficoltà di innovazione e di valorizzazione dei prodotti nel mercato globale, può comunque trovare una propria forza e una propria positiva collocazione nell’associazionismo, nella cooperazione, che, oggi più di ieri, devono essere visti come irrinunciabili strumenti economici e di autogoverno degli agricoltori.
La diversificazione delle opportunità di reddito, le nuove frontiere agroambientali e agroenergetiche e la necessità di realizzare economie di scala, indispensabili per ridurre i costi di produzione, possono trovare nella forma associativa una migliore e più funzionale collocazione per costituire un sistema articolato, efficiente e capace di produrre maggiore valore aggiunto.
L’agricoltura isolana è fattore di ricchezza e di originalità che può contribuire in modo determinante a dare un ruolo di primaria importanza alla Sicilia sia nel bacino del Mediterraneo, sia nello scacchiere del mercato globale. Perché ciò si possa realizzare bisogna sostenere la ricollocazione dell’agricoltura nelle scelte politiche fondamentali del Paese e della Regione e, soprattutto, sostenere e incentivare l’ammodernamento e la riorganizzazione produttiva, nel vincolo precipuo di difendere le produzioni tipiche, tradizionali e di qualità che caratterizzano la realtà agricola regionale.
Carmelo Gurrieri, presidente Cia Sicilia