laghi lombardi hanno fatto registrare valori delle altezze piuttosto basse, denotando una decisa diminuzione, rispetto al mese precedente, soprattutto per il lago di Como, Maggiore e Oglio. L’analisi dei dati idrologici del fiume Po, nell’area della Pianura Padana, a causa delle limitate precipitazioni registrate sull’arco alpino ed appenninico, ha continuato ad evidenziare un trend dei livelli e delle portate in diminuzione. Anche per altri bacini nazionali, in conseguenza delle scarse precipitazioni, si sono ridotti i livelli e le portate. Nelle aree del Centro Italia, la situazione idrologica dei principali invasi e fiumi non è differita di molto rispetto a quella delle regioni del Nord. In Umbria, ad esempio, la mancanza di precipitazioni ha avuto un forte riflesso sul deficit dei livelli del lago Trasimeno (valori di altezza oltre i 100 cm sotto lo zero idrometrico). In Toscana, invece, l’invaso del Bilancino (le cui acque alimentano parte delle portate del fiume Arno) ha presentato volumi invasati pari a circa il 50% del volume di massima regolazione. Data la situazione, il commissario delegato per l’emergenza idrica nelle regioni dell’Italia centro settentrionale ha inoltrato al governo la richiesta di proroga dello stato di emergenza fino al 30 giugno 2008 ed il consiglio dei ministri ha approvato il provvedimento. Relativamente alle colture erbacee, frumento in particolare, le precipitazioni degli ultimi giorni del mese di novembre e le buone condizioni meteorologiche, registrate durante il mese di dicembre, hanno influenzato positivamente il progressivo sviluppo delle giovani plantule. Gli ultimi aggiornamenti relativi alla recente campagna olivicola hanno poi confermato, a livello nazionale, una decisa flessione nella produzione rispetto allo scorso anno, facendo registrare, secondo le previsioni delle principali unioni nazionali dei produttori, uno dei peggiori risultati quantitativi degli ultimi dieci anni, soprattutto al Centro Italia. In generale, la progressiva diminuzione delle temperature non ha fatto registrare allarmi per le colture in campo, per lo più in riposo vegetativo. Su scala europea, i recenti dati diffusi dalla Commissione sullo stato dei foraggi nell’Europa dei 27 hanno evidenziato che le produzioni di foraggio, nel complesso, sono risultate buone, grazie anche alle buone precipitazioni che hanno interessato le aree vocate, ad eccezione di alcune aree dell’Est dove, le ondate di caldo registrate nel corso dei mesi primaverili-estivi hanno creato problemi nelle fasi di accrescimento. Il rapporto Inea è consultabile interamente sul sito www.inea.it ed è stato realizzato grazie alle informazioni rese disponibili dalla protezione civile, dalle autorità di bacino, dai consorzi di bonifica, enti gestori e di regolazione degli invasi/laghi, servizi agro-fitosanitari regionali, servizi meteo dell’Arpa, Istat, associazioni di categoria, servizi di produzione agricola regionale.