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Rifiuti, servono interventi a favore delle aziende campane

 

Intanto Coldiretti si costituisce parte civile nel processo contro chi inquina

 
   

ROMA (23 gennaio 2008) - «Bisogna stare attenti a che la difficile situazione politica e il conseguente rimpallo delle responsabilità tra i partiti non faccia passare in secondo piano l’emergenza rifiuti e i problemi delle aziende agricole campane». Lo ha rimarcato Confagricoltura sollecitando interventi immediati. Con l’emergenza rifiuti i controlli sanitari sui prodotti sono aumentati, sottolineando l’attenzione che c’è nel garantire e certificare la qualità e rassicurare i consumatori. Se quella dei rifiuti era un’emergenza annunciata e prevedibile, quella dell’agricoltura è un’emergenza provocata dal danno d’immagine. «Le aziende agricole di Napoli e Caserta, ma anche delle altre province campane, sono in estrema difficoltà – rileva

Carabinieri
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Confagricoltura – Sono in sensibile calo le vendite e le esportazioni, all’ordine del  giorno le disdette dei contratti di fornitura dei prodotti e le  prenotazioni degli agriturismi. Un danno pesantissimo per il settore agricolo». Confagricoltura sollecita, a tal proposito, il governo a decretare tutti quegli interventi (anche con sgravi fiscali e degli oneri sociali e previdenziali) finalizzati a venire incontro alle imprese agricole in difficoltà. Inoltre, secondo la Confederazione, va avviata una campagna di informazione nazionale, diretta ai consumatori, che faccia chiarezza e rassicuri sulla qualità delle produzioni agricole.
Intanto la Coldiretti annucnia che si costituirà parte civile nel processo conseguente alla conclusione della “Operazione Nerone” condotta dai Carabinieri per la tutela dell’ambiente contro il traffico di rifiuti e lo smaltimento di scorie pericolose su suoli a destinazione agricola nell’hinterland napoletano. L’indagine, coordinata dalla procura della Repubblica di Napoli, si legge in una nota dell’organizzazione agricola, «ha portato all’emissione di sei misure cautelari eseguite nella provincia di Napoli e al sequestro di quattro ditte individuali ritenute coinvolte a vario titolo nel presunto traffico illecito». «Ci costituiremo parte civile – spiega Coldiretti – per difendere il territorio da criminali tentativi di inquinamento contro i quali sono tempestivamente intervenute le forze dell’ordine cui va rivolto un sincero ringraziamento». La nuova operazione conferma che occorre stringere le maglie di un sistema che lascia troppi spazi all’illegalità in un territorio che rappresenta un valore inestimabile per l’economia, l’agricoltura, l’ambiente, la salute e la qualità della vita dei cittadini. Secondo l’organizzazione agricola ciò che serve «è un controllo costante del territorio, anche satellitare, perché bisogna impedire che lo smaltimento di rifiuti nocivi determini danni irreparabili all’ambiente». Danni che rischiano di pregiudicare anche lo sviluppo di importanti attività imprenditoriali. «In primis l’agricoltura campana, che – sottolinea Coldiretti – vanta 14 prodotti tra denominazione e indicazione di origine protetta, 29 vini Docg, Doc e Igt, e 329 prodotti tradizionali certificati». Per uscire dall’emergenza occorre, dunque, rimuovere al più presto la spazzatura dalle strade delle città affidandosi a un piano strutturale. Mentre in campagna serve un progetto di bonifica e riqualificazione del territorio e del paesaggio. «Infine – conclude Coldiretti – bisogna tenere in considerazione le indicazioni contenute nella petizione firmata da centomila cittadini campani su iniziativa di venti associazioni ambientaliste, dei consumatori e della società civile con il coordinamento della nostra organizzazioni».

 

 

 
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