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Nel 2007 crollano produzione e occupazione agricola

 

Secondo il bilancio della Cia: «È un’annata nera»

 
   

ROMA (31 gennaio 2008) - È ancora un’annata nera quella del 2007 per l’agricoltura italiana. La produzione lorda vendibile registra una flessione dello 0,5%, mentre continua a scendere l’incidenza sul Pil. Situazione particolarmente grave per il vino, che segna un crollo del 12% e per l’olio (-17%). È il bilancio annuale della Confederazione italiana agricoltori (Cia) nel corso della conferenza stampa d’inizio anno. Secondo l’organizzazione i prezzi all’origine aumentano tra il 5 e l’8%, una media inferiore al trend del rialzo dei listini al dettaglio dei prodotti alimentari, in particolare quelli di alcuni generi di prima necessità, come pane, pasta e latte. Gli investimenti segnano una lieve risalita dello 0,6% ma i consumi sono in

Agricoltura
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flessione di poco meno del 2%. «Per l’agricoltura italiana – spiega il presidente dell’organizzazione, Giuseppe Politi – non si aprono spiragli di ripresa, ma si confermano tutte le difficoltà e, inoltre, la stagnazione si aggrava dopo il consistente calo produttivo (-5%) dello scorso anno». Il valore aggiunto cala dello 0,6% confermando, anche se in misura minore, il crollo del 3,9% del 2006 e del 4,2% del 2005. Diminuiscono anche i redditi degli agricoltori, registrando un taglio dello 0,9%, confermando una tendenza che ormai prosegue da due anni visto che nel 2005 la diminuzione era stata pari al 10,4% e nel 2006 del 3,4%. Il numero di occupati cala poi del 4,2%. La produzione registra un vero e proprio crollo (-3,4%) nel settore vegetale: la soia registra un calo produttivo del 20% e il girasole del 16,5%. Va meglio per il tabacco, per il quale si stima una crescita produttiva del 7%. Per quanto riguarda i cereali invernali si registra una sostanziale stabilità (+0,8%), dovuta al buon andamento del grano duro (+1,7%) e del frumento tenero (+1,7%), che hanno compensato l’andamento negativo dell’orzo (-4,7%). Per quanto riguarda il comparto vino si registrano volumi in forte calo rispetto ai livelli del 2006 (-12%). Va ancora peggio per la campagna olearia, che «si preannuncia piuttosto scarsa», con una flessione del 17%. L’estate calda e la prolungata mancanza di precipitazioni, spiega l’organizzazione, hanno spinto il settore oleicolo italiano verso una delle raccolte più scarse degli ultimi dieci anni. Va meglio per il settore zootecnico, che secondo i dati Cia, registra una ripresa del 2,9%, un’inversione di tendenza dovuta principalmente al settore del pollame, che ha superato gli effetti della crisi aviaria.

Le cifre della malavita Sempre nel corso della conferenza di inizio d’anno, la Cia ha sottolineato il giro d’affari della malavita che opera attorno l’agricoltura: 15 miliardi, un terzo del valore della produzione lorda vendibile del settore, pari a 45 miliardi di euro. Il fenomeno non si riscontra più soltanto nel Sud, ma si sta allargando anche nelle Regioni del Centro e del Nord d’Italia. «Si registrano – afferma Politi – oltre 100 reati al giorno e ne viene coinvolto un agricoltore su tre».

 

 

 
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