mondo è in costante aumento ed occorre saperla intercettare, migliorando nello stesso tempo la qualità di accoglienza per cogliere gli effetti favorevoli dei “ritorni” e del passaparola. L’agriturismo continua a sollecitare la curiosità dei vacanzieri. È un’offerta “orizzontale” che attraversa il turismo culturale, enogastronomico, ecologico e, spesso, anche balneare. I prezzi, malgrado la crescente domanda di servizi da parte degli ospiti, restano contenuti grazie ad una gestione che, pur molto impegnativa, riesce di solito a realizzare le economie tipiche dell’impresa familiare. Occorre, però, lavorare ed investire efficacemente nella promozione, soprattutto tramite internet, comunicando in modo più incisivo i contenuti caratteristici della vacanza “in fattoria”, legati alle stagioni dell’agricoltura, alla conoscenza dei prodotti a denominazione d’origine, agli eventi tradizionali che l’agricoltura ha “creato” sul territorio, al patrimonio culturale “minore”, alla valorizzazione delle aree naturalistiche protette. D’altra parte l’agriturismo non può far tutto da solo. La politica regionale deve tenere conto di questo importante segmento dell’offerta di vacanze e soprattutto deve valorizzare il collegamento fra agricoltura e turismo, fra paesaggio rurale e ospitalità, fra prodotti tipici ed enogastronomia. A questo proposito l’Agriturist ha recentemente elaborato una serie di valutazioni critiche al testo del nuovo disegno di legge regionale per la disciplina del settore in Sicilia.