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Centro-Italia protagonista di “Tutto Bio 2008”

 

Il comparto scommette su filiera corta e nuove tecnologie

 
   

ROMA (20 febbraio 2008) - Il biologico colpisce al centro e continua nella sua ascesa in tutta la Penisola puntando sulla filiera corta, ma anche sulle nuove tecnologie. Queste le principali indicazioni contenute in Tutto Bio 2008 (a cura di Achille Mingozzi e Rosa Maria Bertino, 304 pagine Egaf Edizioni), l’annuario del biologico in Italia, realizzato da Bio Bank (banca dati biologico) e giunto alla sua quattordicesima edizione. Secondo il volume l’area di propulsione del biologico nazionale si concentra proprio nel Centro Italia, dove si trovano il maggior numero di operatori di settore. A guadagnarsi il titolo di regina del biologico è quest’anno Siena, che, con una rapporto di 54 operatori bio ogni mille abitanti, supera di ben

Agricoltura biologica
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sei volte la media nazionale (9 ogni 1000). A seguire, per densità numerica, Grosseto, Pesaro-Urbino, Forlì-Cesena e Perugia. Perfezionando lo sguardo su ogni singola attività, emerge una cartina dell’Italia dai contorni più variegati: se infatti Siena continua a detenere il primato per la vendita diretta (22 aziende ogni 10.000 abitanti), sul fronte mercatini, mense scolastiche e negozi, ci si sposta al Nord, con, rispettivamente, le province di Ravenna e Belluno (3 mercatini ogni 100.000 abitanti), Gorizia (8 mense scolastiche ogni 100.000 abitanti), Bolzano e Aosta (7 negozi ogni 100.000) in testa alle classifiche. Da segnalare, al Sud, il primato di Foggia per l’e-commerce (1.5 ogni 100.000). Al centro è invece Macerata la provincia con il più alto tasso di ristoranti (2 ogni 100.000), mentre Grosseto primeggia per agriturismi (21 ogni 100.000) e Firenze per gruppi di acquisto (2 ogni 100.000). Per quanto riguarda le regioni, Emilia-Romagna, Lombardia e Toscana si confermano leader del comparto per numero assoluto di operatori. L’Emilia-Romagna è l’unica regione tra le prime cinque in tutte le tipologie, piazzandosi al primo posto per mense, ristoranti e mercatini ed al secondo per vendita diretta, agriturismi ed e-commerce. La Lombardia entra in classifica per cinque tipologie, primeggiando per numero di gruppi d’acquisto e negozi, mentre la Toscana è tra le prime cinque in ben sette tipologie con il primato per vendita diretta ed agriturismi. Anche sul fronte nazionale si registra un generale aumento di numero di operatori di settore nel triennio 2005-2007. A trainare la crescita è soprattutto la filiera corta, con i consumatori che si organizzano per gli acquisti in gruppo (+60% dal 2005; da 222 a 356) e le aziende che aprono i loro spacci (+37 vendita diretta, da 1.199 a 1.645) o offrono ospitalità (+25% agriturismi; da 804 a 1.002). Di rilievo anche lo slancio offerto dalle nuove forme di commercio elettronico, cresciute nell’arco del triennio di ben 20 punti percentuali (da 88 a 106). Una espansione dell’offerta che conferma lo stato di salute di un comparto sempre più apprezzato dagli italiani, secondo quanto mostrato nel recente rapporto Ismea sui consumi bio. Anche per questo, pur con aumenti più contenuti, sono tutti positivi gli indici degli operatori nelle restanti tipologie di mercato, con i mercatini aumentati del 10% (da 185 a 204), i negozi del 9% (da 1.014 a 1.106) e le mense scolastiche del 6% (da 647 a 683).

 

 

 
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