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Stagionali al Sud, vita da sfruttati |
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Un’indagine di Medici senza frontiere fa riemergere un annoso problema |
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PALERMO (8 febbraio 2008) - Per letto un cartone o un materasso sistemato in strada, per salario una miseria, senza diritti e succubi di caporali disonesti che guadagnano sul loro già magro compenso: è così che i braccianti stranieri vivono nella condizione di lavoratori stagionali in agricoltura delle regioni del Sud Italia. La fotografia del drammatico fenomeno, che interessa migliaia di persone, è scattata da un rapporto di Medici senza frontiere. L’organizzazione ha intervistato da luglio a novembre dello scorso anno circa 600 immigrati (il 72% senza permesso di soggiorno, provenienti fra l’altro da Sudan, Eritrea, Algeria, Marocco, India, Bulgaria, Romania) impegnati nella raccolta di prodotti agricoli come pomodori, |
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| kiwi, uva, meloni, agrumi. Otto i centri agricoli sottoposti ad indagine: Piana del Sele; province di Latina e di Foggia; Metaponto; Valle del Belice; Palazzo San Gervasio; Piana di Gioia Tauro. Alla luce dei risultati, l’organizzazione umanitaria punta il dito contro le istituzioni, nazionali e locali, che «si tappano gli occhi, orecchi e bocche dinanzi al massiccio sfruttamento di stranieri perché necessari al sostentamento delle economie locali». Medici senza frontiere, pertanto, chiede alle istituzioni di «garantire le condizioni minime di accoglienza a tutti gli immigrati impiegati nelle produzioni agricole" ed auspica che il servizio sanitario nazionale informi gli stranieri sui diritti alla salute oltre che fornisca loro di risposte sanitarie adeguate attraverso l’istituzione di ambulatori dedicati e di servizi di mediazione culturale». Ecco nel dettaglio i risultati emersi dall’indagine. |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||