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L’Europa fa il punto sulla Pac

 

Fischer Boël: «Bisogna investire sulla qualità»

 
   

ROMA (5 febbraio 2008) – «L’Health check non è una riforma nuova di cui non abbiamo bisogno, ma è solo una verifica della Politica agricola comunitaria. Le politiche agricole non dovrebbero andare e venire come le mode». A parlare è il commissario europeo all’Agricoltura, Mariann Fischer Boël, intervenuta ad un importante incontro sullo stato di salute della Pac (Politica agricola comunitaria) organizzato dal coordinamento delle centrali cooperative agricole ed agroalimentari sul tema “La cooperazione italiana nel futuro dell’agricoltura europea”.
Il commissario ha ricordato che «è importante dare agli agricoltori la possibilità di essere competitivi sul mercato attraverso diversi strumenti» come il pagamento

Fischer Boël
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unico, il disaccoppiamento e gli interventi e aiuti fiscali. Tra i temi trattati dalla commissaria europea l’Ocm vino, il disaccoppiamento, i biocombustibili. Per quanto riguarda l’Ocm vino, Fischer Boël ha detto: «È stato un bambino molto difficile da partorire, ma la risposta giusta non è quella di tenere tutto legato alla burocrazia. Mi aspetto che il settore vitivinicolo sia in grado di sfruttare i cambiamenti». Il commissario Ue ha poi affrontato il tema del disaccoppiamento: «Bisogna fare investimenti sulla qualità anziché sulla quantità – ha ricordato –, per lasciare l’accoppiamento solo in specifiche regioni, sgravando gradualmente il bilancio comunitario da tutti i pagamenti accoppiati». Non a caso, poi, ha puntato il dito sui fondi ricevuti da Bruxelles per la Pac: «La commissione Agricoltura ha ricevuto 88 miliardi di euro per  il periodo 2007-2013, che è molto meno di quanto richiesto». Infine, tra i punti toccati da Fischer Boël le potenzialità offerte all’agricoltura dallo sviluppo del mercato dei biocombustibili di seconda generazione. Il commissario europeo ha ricordato che l’agricoltura ha dato in questi anni il proprio contributo alla riduzione delle emissioni di gas serra, con un abbassamento del 20% dal 1990 e ha concluso il suo intervento con un’esortazione all’Italia «a lasciarsi aperta la porta dei mercati esteri, sfruttando i marchi italiani forti. Nel vostro Paese potete essere ottimisti – ha concluso – il vostro settore agroalimentare è al massimo della qualità sia in Europa che fuori».

 
   
L’Italia traccia la sua linea  
De Castro: «Cooperare e rafforzare la componente commerciale»  
   
De Castro

ROMA (5 febbraio 2008) - Non tutte le indicazioni contenute nel documento della Commissione europea sullo stato di salute della Politica agricola comune sono condivise dall’Italia. Il ministro ha, infatti messo in evidenza a conclusione del convegno alcune problematiche.
Health Check «L’Italia – ha spiegato De Castro – deve fare uno sforzo di sintesi per farsi sentire in Europa, in vista del dibattito sullo stato della Politica agricola comune».Il ministro ha ribadito ancora una volta la necessità di rafforzare tutta la componente commerciale del made in Italy. «Abbiamo dei prodotti straordinari la cui qualità deve essere accompagnata da una capacità commerciale – ha spiegato

 

– le organizzazioni cooperative hanno sicuramente gli strumenti per poter rafforzare la filiera agroalimentare sul mercato mondiale». De Castro ha dichiarato inoltre che l’Health Check rappresenta l’avvicinamento all’obiettivo del 2013 di tutte le filiere agroalimentari che non avevano ancora subito la riforma del 2003. «Plaudo – ha proseguito il ministro – all’iniziativa delle quattro centrali cooperative che oggi, rappresentate dal commissario Fischer Boël, presentano un documento unitario sulla riforma dell’Health Check. Mi auguro che tramite questo studio si possa avviare un percorso che tutte le organizzazioni possano seguire per arrivare ad un documento condiviso». Il principio della cooperazione, ha ricordato il ministro dell’Agricoltura, è anche alla base delle riforme del settore ortofrutticolo e di quello vitivinicolo realizzate di recente. .
Riso Sulla produzione di riso il ministro sottolinea come l’Italia «sia contraria a disaccoppiare l’aiuto per considerazioni non solo economiche, ma anche per la salvaguardia dell’assetto ambientale e dell’ecosistema faunistico della zona di produzione».
Tabacco
Per quanto riguarda il tabacco, inoltre, «è necessaria una proroga per l’attuale regime di aiuto, per consentire una transizione non traumatica a un assetto totalmente disaccoppiato». «Questo non significa – spiega De Castro – che non condividiamo l’approccio al disaccoppiamento, che è la strada segnata. E in questa direzione riteniamo che si possa accettare il disaccoppiamento di altri aiuti, per esempio il grano duro e la frutta a guscio».
Sviluppo rurale Quanto al trasferimento di risorse allo sviluppo rurale,  De Castro sottolinea che sarebbe positiva una «maggiore gradualità anche per consentire ai piani di sviluppo rurale di poter assorbire efficacemente le risorse aggiuntive».
Sostegni di mercato In merito poi ai sostegni di mercato, per il ministro occorre evitare uno scenario che veda sopravvivere le sole restituzioni. «Ciò – prosegue il ministro – sarebbe in contrasto con i nostri indirizzi globali e comporterebbe anche distorsioni all’interno dell’Unione, perché le restituzioni vanno a beneficio di un gruppo limitato di imprese, concentrate in poche regioni di produzione».

 

 

 
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